Evasio Muraro
Canzoni per uomini di latta
Fragile/Universal, 2009
Evasio Muraro stupisce. La prima traccia trafigge e lascia perplessi. Saranno i minuti che renderanno tutto poco a poco più familiare. Suona come nuovo, fresco, ma Evasio non è un cantautore appena sbocciato. E’ un musicista sulla scena da più di tre lustri, che alcuni ricorderanno con i Settore Out nella Milano degli anni novanta o in altri sporadici ma sempre particolare progetti. Canzoni per uomini di latta è solo il secondo cd solista, un lavoro camaleontico che ruba al cantautorato e ad un rock-pop molto affabile ma di grande qualità.
Queste dodici tracce graffiano, ammaliano, sussurrano in falsetto nell’orecchio parole di amore e sfida in una modernità dalle passioni ormai sedate. La voce così giovane, squillante, ma delicata, dona ad alcuni pezzi la fragilità e la pienezza sonora di una perfetta trasmissione “da radio autunnale”. Il tramonto, la strada che scorre, uno zaino di stanchezza ereditata da una giornata un po’ troppo lunga,..scivolano impazienti le frequenze e la vostra attenzione si concentra d’un tratto: “era sicura la nostra innocenza, le corse affannate al rientro”. Muraro non eccede nelle parole, le lascia chiare e sporadiche a delineare un contorno evidente e talvolta naif. Testi vaporosi ma decisi, che creano un proprio giaciglio in meravigliosi arrangiamenti che non pretendono di imitare nessuno.
È un lavoro sincero, semplice a un primo ascolto, complesso ma non ridondante ai successivi. La chitarra che introduce Miraggi si fonde con gli altri strumenti come se non facesse altro da sempre e Semino errori lascia che gli occhi si chiudano mentre la mente si perde in un’orizzonte sonoro sconfinato. Con Un giorno si torna per un attimo a un cantautorato pop alla Cristiano De Andrè, ma è solo un pensiero passeggero perchè la creatura di Muraro, nonostante sia tipicamente italiana, non soffre di somiglianze.
La cosa che colpisce è che non ostenta neppure una ricerca sonora a tutti i costi dissonante e scordata, ma pare dire: sono così, prendere o lasciare. Evasio non critica il mondo trasudando ostilità o assaporando l’amaro calice del cantautore disgraziato; al contrario, affronta senza vergogna temi intimi come l’amore e la speranza con una grazia che ultimamente manca; parla di morti bianche senza tracimare in una retorica dal facile successo. Il parlato su un’ incalzante batteria in Osteria Italia, gli accenni di fingerpicking e la pentatonica blues sulla commovente Lello parlano chiaro: Evasio Muraro è un artista originale e spontaneo, che sulla sua musica ti lascia sognare e alle cui parole possiamo ancora credere senza timori.