Ses Cordas
Mediterranean Journey
Soundmama Production, 2009
Nylon e metallo, sintesi e materia si “accordano” come spaghi che legano una valigia di sonorità senza appartenenza, cioè figlie di una fibrillazione che tocca il Mediterraneo e le sue storie di suono; un catalogo acustico che transita tra sonorità tipicamente “antiche”, popolari, rinfrescate nella galvanizzazione della world music, un ritorno a cicli che tornano o che, forse, non sono mai definitivamente andati troppo lontano da noi stessi.
I Ses Cordas, Marco Pinna e Roberto Diana, duo talentuoso del grande “chitarrismo”, attraverso le loro acustiche, arricchite dal Bouzouki Greco, Lap Steel e Contrabbasso – ammansito da Roberto Della Grotta – ci trasportano nel focus di calori e dolcezze d’arie e terre che danno vita ad un album di grande fascino. Mediterranean Journey è il biglietto d’andata per volare alti sulle corde della tradizione e della modernità, fatte per strappare il cuore e levigare la voglia di essere altrove, leggeri come piume d’Ibis; con Paco De Lucia e Al Di Meola tra le meccaniche delle loro chitarre, i Ses Cordas intrecciano dialoghi e altitudini curatissimi, giri armonici e scatti comprimari che si rincorrono, giocano, si stringono e si rilasciano in un elastico naturale di padronanza e perfezione.
Ogni traccia è ritmo di leggiadria latina, acqua e fuoco intricati in tele ispaniche, soffi e tocchi di brillantezza etno-world che lasciano sapori e crudezze, malinconie e passaggi a sud dove non si sa mai di preciso quando un assolo sta per venire, disegna e fugge; le assolate e cadenzate pianure Lorcane La salsera, i flamencati avvolgenti Algeciras, Esteban dai retrogusti arabeggianti, le tessiture baiadere Francisco e poi via, a volo radente verso gli enigmi world , lascivi e descrittivi che fanno danza in Supramonte e Grazianeddu.
Quel che il mare porta la terra raccoglie, e i Ses Cordas lo sanno bene, guardano dopo la linea dell’orizzonte da un avamposto privilegiato, il Mediterraneo; sanno pescare nelle tradizioni e confondere perfettamente i sogni e i voli, traslandoli in una meravigliosa peregrinazione sonora che risponde alla logica di chi sa cercare.