Cover
  1. Divine providence
  2. Him and me
  3. Decisions
  4. Lost
  5. Facing the truth
  6. Empty
  7. Words said instead
  8. The living kind
  9. The black hatted cat
  10. Passaggio a nord ovest
  11. Don’t give me honey
  12. A place to hide
  13. Leaning silence (lullaby)
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Kind Of Camilla

Cover my face

Leebelle, 2009
Autore  Massimo Sannella
(del 17/12/2009 alle 07:00:00)    

Se volete comprendere la sensibilità, la metrica d’onda di un certo nuovo che avanza congelate libri e interpretazioni socio-filosofiche. Piuttosto addentratevi anima e corpo in certa musica, molto probabilmente ne capirete di più: certamente di gran lunga che da certe altre prospettive musicali che puntano sul mondo emergente.
 
Cover my face dei Kind Of Camilla – band vincitrice del Livorno Rock edizione 2009 - sfiora l’enfasi di una superba eleganza, mai urlata, con la quale ci parla; un pop/folk cantautorale jazzato quanto basta sospeso tra quei filamenti mid west che non temono di apparire ingenui, che ti si accuccia tra le ginocchia come avere intorno a sé le persone cui si vuole bene, per esempio una Joni Mitchel ?
 
Con un movimento musicale “in pausa” e quindi con abbastanza tempo per fermarsi su questo disco, assorbirlo e “morire” tra le sue tracce è un gioco da rischiare senza remore, anche perché quando si è innamorati di una certa tradizione americana, le malinconie dalle tonalità gentili che danno il diritto al sogno sono già cose che fanno parte di te.
 
La band tedesco-bolzanina composta da Camilla Guerrini voce, Christian Kross chitarra, Salvatore Cosentino al basso e Daniel Unterhofer alle percussioni, compone e scrive con grande esercizio di stile una struttura-canzone traslucida di pathos emotivo, profondamente easy nelle sue impalpabili traiettorie che avviluppano un sofisticato mistero; e allora se è vero che la bellezza non salverà il mondo, almeno la grazia sì, e questi 13 pezzi non chiedono “un pò’” del vostro tempo per rodarsi, chiedono solamente silenzio e occhi chiusi al loro passaggio.
 
Il tratto distintivo di Cover my face è quello di avere una spiritualità “arborea”, ariosa, che la voce della Guerrini amplifica nell’intimismo soffice Him and me, Facing the truth, Leaning silence (lullaby) – deliziosa ninna nanna, che ne appende il candore tra gli armonici luccicanti di chitarra The living kind e lo rende nuvola in A place to hide tra le memorabile di Tuck & Patti; una certa musicalità briosa e cinz emerge nei pezzi più mossi Passaggio a nord est – unico in italiano – Lost, Words said instead, nel funk instabile The black hatted cat.

Il disco è un’inesauribile serbatoio di dolcezza, pieno di quei “spiritelli” boschivi che sanno scendere nel vivo della musica e ne riemergono con intensi brividi; quante volte sarà capitato di ascoltare tutto d’un fiato un disco emergente? Qui, eccone uno per voi.
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