Cover
  1. Cold Comfort
  2. The Plant
  3. My work No Longer Fits For You
  4. 49 People
  5. Flowers At The Gates
  6. Eyes On The Prize
  7. Spare Parts
  8. Factory (B. Springsteen)
  9. The Mills Are Closing Down
  10. He’s Working
  11. This Working Day will Be Fine
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Daniele Tenca

Blues for the working class

Ultratempo, 2010
Autore  Sonia Cenceschi
(del 21/04/2010 alle 07:00:00)    

Cosa meglio del blues può descrivere le disgrazie di un mondo a noi tutti conosciuto e vicino come quello del lavoro? Dalle piantagioni di cotone alle grandi fabbriche intossicanti, passando per mille altre situazioni, sappiamo come sia più che mai attuale il tema della sicurezza trascurata e mal gestita. Parlarne e cantarne, come per mille altri argomenti, non può che aiutare a focalizzare un’ attenzione troppe volte schiacciata da notizie più alla ribalta e caratterizzate da più futile e simpatica allegria. Daniele Tenca, con illustri ospiti (Cesare Basile e Marino Severini) e signori musicisti e colleghi, ha dato vita a un disco sanguigno, dalle sonorità ottime e rubate egregiamente al sound d’oltre oceano.
 
Non sempre il blues fatto da italiani possiede la dovuta carica, ma Tenca ha “tutte le carte in regola”. L’unica domanda che sorge spontanea è quanto in effetti un cd creato per parlare di un problema molto forte possa essere veicolo di contenuti in un’ Italia che di inglese (come sono i testi dei nove brani qui contenuti) sa poco o nulla! L’intento forse perde di forza, ma resta comunque l’ammirevole sostanza; inoltre il cd contiene furbescamente le traduzioni.
 
Parole belle, strutturate con ripetizioni proprio come nell’old blues e talvolta tristi anche se la musica non combacia emotivamente. Dolore e melodia si sovrappongono sulle note di Flowers At The Gates, dalle note languide e soffuse come la cognizione della realtà privata di uno scopo. My work No Longer Fits For You e The Plant ricalcano vecchie orme compositive, la seconda grazie anche a uno slide morbido e scivoloso. 49 People è dedicata ai 49 operai di Lambrate (INNSE) e alla loro vittoria esemplare per la difesa dei posti. Musicalmente parlando, un brano davvero di impatto è la traccia sette, Spare Parts, a metà tra acustico ed elettrico e dotato di splendide sfumature elettriche e compatte.

Ritmiche semplici, melodie anche, ma molto sentite, come quelle che potete trovare nelle vecchie, buone, jam di qualche locale, dove il tempo è scandito dalle spine della birra e dal cuore dei musicisti. Se non si può definire originalissimo dal lato musicale, Blues for the working class è un lavoro comunque egregio, di molto superiore ad una media fin troppo costruita o al contrario, improvvisata.
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