Cover
  1. Fedra
  2. Bandito
  3. Mediterraneo
  4. Canzone per l’uomo
  5. I timidi
  6. 9 Ottobre 1963
  7. Brama di vivere
  8. Il testimone
  9. Punti di vista
  10. Tempi moderni
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Fiorindo

Storie di...

Smilax Publishing, 2010
Autore  Francesca Grispello
(del 25/06/2010 alle 07:00:00)    
Fiorindo Tittaferrante è un cantautore abruzzese che, dopo fortunati singoli come Mediterraneo (2008), prodotto artisticamente da Massimo Priviero e Bandito - dello stesso anno- in cui cantano insieme, concretizza il suo primo disco Storie di...
 
A guardare la copertina - una mano enorme che si abbatte su di una valle con uomini spaventati - il progetto sembra davvero ingenuo, nel lettore le cose per fortuna cambiano; è evidente nella scrittura il talento per i testi che trasudano fantasia, impegno, sensibilità. Le immagini che si concretizzano nel dieci brani sono capaci di volare sopratutto e grazie a dei buoni arrangiamenti e ottimi musicisti, tra ballate acustiche, pop rock e frange più etniche.
 
Il disco si apre con Fedra e qui il mito è tradotto in una calda Sicilia con un incedere vicino ai Modena City Ramblers, un buon folk orecchiabile e tutto da ascoltare. A seguire la già citata Bandito, una triste storia con le due voci, Fiorindo e Massimo Priviero, ben equilibrate in un languido tango ci fa pensare a "quando innanzi a dio andrò cosa mai gli dirò"; con Mediterraneo grazie alle atmosfere caraibiche alla Sergio Caputo, viaggiamo attraverso la storia e la cultura infinita di questo mare fino alla dichiarazione "qui c'è la mia musica", il brano evita di scivolare grazie agli inserti musicali di chitarra, bouzouki, mandolino e violino che lo rendono interessante e meno piatto.
 
Un condiviso no alla guerra in Canzoni per l'uomo, ottime le intenzioni, ma seppure teneri i cori dei bambini non mi risultano digeribili. I Timidi è dedicata alle difficoltà delle persone sensibili, ma anche questa ha tratti stucchevoli. Diverso è per il brano che ispira la copertina, 9 ottobre 1963, dedicato alla frana del Vajont che causò 2000 morti, una denuncia diretta e grave ben restituita dai violini, violoncello e viole con le incursioni vocali di Priviero; ai colori e al genio di Van Goh è dedicata Brama di vivere, la buona energia rock della chitarra elettrica a dialogo con i violini.
  
Il Testimone è completamente dedicata a Massimo Priviero e al rock, iniziale amore, prima di conoscere il chitarrista acustico Paolo Giordano, suo maestro che lo spinge verso territori più impegnati; peccato per i cori che mortificano l'atmosfera. Punti di vista può essere quasi un manifesto a Protagora, l'uomo e la sua misura, una ballata corde e voce, i "punti di vista dipendono da dove guardiamo e forse è ciò che vogliamo". Il disco si chiude stilisticamente in linea con la prima traccia per il folk rock di Tempi Moderni, un invito a ragionare sul percorso che sta compiendo l'umanità, con l'intensa voce di Marino Severini dei Gang, band vicina al nostro. Nonostante qualche incertezza da lavorare nella voce di Fiorindo, il disco scorre bene tra buoni alti e palesi bassi.

Tra i numerosi musicisti coinvolti segnaliamo: Massimo Varini, Gianluca Verrengia, Paolo Giordano, Flavia Di Tommaso... Il disco contiene le tracce dei due videoclip di Fedra e Bandito.
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