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<title>Beat Bop A Lula</title><link>http://www.beatbopalula.it/musica-underground-emergenti-band/</link>
<description>Beat Bop A Lula</description><language>it</language>
<item>
	<title><![CDATA[Nut - Dea]]></title>
	<description><![CDATA[<br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/nut-dea--4619.asp]]></link>
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	<dc:date>2010-09-03T07:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giorgio Pezzanera</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Siouxsie and the banshees [vintage]: Juju]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify"><br />
Le continue invenzioni in termini di look e di comportamento fanno degli anni 80 un turbinio di elementi essenziali della mitologia punk; <strong>Siouxie and the Banshee</strong> ne sono l&rsquo;esponenzialit&agrave; acuta e oscura, un tetro e bel connubio tra E.A.Poe e oltraggioso potere, in cui la scena inglese alternativa si rotola avidamente.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Dopo i necro-fasti del precedente <em>Kaeidoscope</em> (1980), e in seguito ad un forzato stop causa defezioni clamorose nella band originale, <strong>Susan Janet Dallion</strong> in arte <strong>S<span>iouxie</span></strong>, <strong>John McGeoch</strong> alla chitarra, <strong>Steven Severin</strong> al basso e lo stravagantissimo <strong>Peter &ldquo;Budgie&rdquo;</strong> <strong>Clark</strong> &ndash; ex Big In Japan e Slits - alla batteria, danno fuoco alle micce, sotto consiglio amichevole di Robert Smith dei Cure, al quarto album della loro lugubre e fortunata carriera, <strong><em>Juju</em></strong>, uno dei vertici assoluti dell&rsquo;arte visionaria di Siouxie.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">&Egrave; il disco che &ndash; per la primissima volta &ndash; presenta alcuni squarci nelle atmosfere oppressive e plumbee degli esordi, mettendo definitivamente in luce una Siouxie padrona della sua calda voce ed evocativa; e allineandosi alla nuova corrente del punk pi&ugrave; sottomesso alle nebulose darkeggianti &ndash; che gi&agrave; sta portando nuovi illustrazioni sonore come giovanissimi <strong>Cure</strong>, <strong>Sister of mercy</strong> e <strong>Bauhaus </strong>&ndash; la band inglese si distende in sonorit&agrave; malinconiche e tristi, depressioni stupende dettate dagli <strong>Joy Division</strong>, dei quali SETB n&rsquo;aspireranno linfa vitale per tutta la loro carriera.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Dunque linee di basso compressate, chitarre drogate d&rsquo;acido e anfetamina, i menzionati Joy Division che barcollano visionari in <em><span>Sin in my heart</span>Magnifico disco che tocca le sperimentazioni innovative e prende ancora risorse dai terreni malsani del punk, un banco di prova che consolida il marchio Siouxie and the Banshee tra i favori di un pubblico vastissimo e amante del nero come colore primario delle destrutturate asocialit&agrave; della vita.</em>, e percussioni ossessive che cingono strette <em>Halloween</em>, <em>Monitor </em>ed <em>Head cut</em>; l&rsquo;ombra della poetessa noir Patti Smith volteggia nell&rsquo;aria, dove anche un sensoriale groove orientale padroneggia nelle retrovie sonore dell&rsquo;intera track list, ma principalmente nella traccia <em>Arabian knights</em>, anticipazione &ldquo;mediorientale&rdquo; di un fermento che guarder&agrave; oltre confine dalla met&agrave; degli anni 80 fino alla fine.</div><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/siouxsie-and-the-banshees-vintage-4669.asp]]></link>
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	<dc:date>2010-09-03T06:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Massimo Sannella</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Lowbrow!: 16 Black &amp; white buttons]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify">Incarnazione estrema di un surrealismo self-made? Un cercatore d&rsquo;espressioni clonate direttamente dal suo spirito interno libero? Magari uno capace di frugare nell&rsquo;equilibrio raffinato al limite tra realt&agrave; e manipolazioni; s&igrave; ecco quest&rsquo;ultima definizione calza proprio a pennello per <strong>Gianluca Rimei</strong>, <strong>Lowbrow</strong>, musicista bolognese che, dopo anni passati a battere il ritmo a molti personaggi della scena alternativa italiana, si &egrave; chiuso nella sua &ldquo;cameretta rossa&rdquo; e ha deciso di poliedrizzare la sua interiorit&agrave; filtrandola in un pop ad 8 bit da &ndash; appunto &ndash; camera.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Questo per quanto riguarda l&rsquo;artista, per tutti quelli che invece inseriscono questo suo progetto/debutto, <strong>16 Black &amp; white buttons</strong>, oltre la fessura golosa dello stereo, non &egrave; esattamente quella cosa che fa venire voglia di ascoltarlo tra le pareti di una casa: il suo ambiente ideale d&rsquo;ascolto &egrave; un posto all&rsquo;aperto, al confine tra una giornata uggiosa e un cielo da disegnare con l&rsquo;immaginazione, in quell&rsquo;impatto friabile e integrativo con uno spirito che vuole aprirsi e richiudersi come un mantice di tenerezza.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Sette piccole rappresentazioni sonore delicate attraversate da poesia looner e shoegazer dentro la tecnologia di drum machine e synths, armonie strumentali e vocali di rara personalit&agrave; che intrecciano lontanissime rimembranze Floydiane <em>The good one</em>, <em>Peanuts</em> e le chiazze nerastre della Leeds post rock <em>The weirdest story eyes</em>, <em>Shivers on a cab</em>; minimalismo speciale e una personalissima espressione che Lowbrow fa girare come un alito di vento che &ndash; nella sua piccola gittata d&rsquo;azione &ndash; fa comunque scompigliare e obbligare la mente a mettere in moto almeno una sua parte.<br />
<br />
Basta di pensare solo che sia molto pi&ugrave; facile ottenere un buon impatto solo suonando chitarre tirate allo spasimo o batterie che implorano piet&agrave;, la delicatezza pu&ograve; colpire ancor pi&ugrave; forte come questo piccolo lavoro di Lowbrow, un Ep che detona sofficemente, senza clamore, ma che senza aspettare molti giri d&rsquo;ascolto finisce col gestirti senza alcun problema.</div><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/lowbrow-4675.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.beatbopalula.it/public/post/lowbrow-4675.asp</guid>
	<dc:date>2010-09-03T06:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Massimo Sannella</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Joanna Newsom: Have One On Me]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify"><strong>Joanna Newsom</strong> non finisce mai di sorprenderti. Giovane, bella ed anche ricca, una cos&igrave; aspetteresti di trovartela sulle copertine delle riviste di gossip fianco a fianco con Paris Hilton, e invece no. Si era messa in testa di fare musica ancora infante, e cos&igrave; ha fatto. Ma la sua idea di musica &egrave; sempre stata parecchio distante dai canoni classici delle teenager californiane sue pari. Si &egrave; scelta infatti lo strumento pi&ugrave; pesante e sontuoso che esista, l'arpa, prendendo lezioni per anni prima di decidere che lei quello strumento tanto complesso l'avrebbe suonato a modo suo. Insomma, di spunti per un film biografico gi&agrave; cos&igrave;, a soli ventotto anni di et&agrave;, ce ne sarebbero a sufficienza. Ma nell'attesa di vedere la sua vita sul grande schermo, eccola che ci regala un nuovo capolavoro.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Come gi&agrave; nel precedente <em>Ys</em>, l'album che l'ha consacrata nel 2006, anche in questo <strong><em>Have One On Me</em></strong> a balzare subito all'occhio e all'orecchio &egrave; l'insolita durata dei brani, che in molti casi arriva a toccare i dieci minuti di lunghezza. Solo che, se in <em>Ys</em> le tracce erano appena cinque, <em>Have One On Me</em> di tracce ne conta ben diciotto suddivise in tre album distinti, per una durata totale dell'opera che sfiora le due ore. Alla faccia dei tormentoni estivi tanto brevi quanto insipidi.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Ma del resto che non sia a caccia di una facile e veloce notoriet&agrave; lo si capisce pure dai temi delle sue canzoni. A cominciare da quella che d&agrave; il titolo all'album che contiene riferimenti alla ballerina Lola Montez, arrivando fino a citare Salinger in <em>Esme:</em> brano in cui la Newsom dialoga con una neonata. Poi si parla ovviamente di amore (<em>Easy</em>) e di quando ne finisce uno (<em>Does Not Suffice</em>), ma anche di morte (<em>On A Good Day</em>) e di rinascita (<em>Non Provenance</em>), di solitudine (<em>'81</em>) e di natura (<em>Autumn</em>), senza dimenticare di glorificare la propria terra (<em>In California</em>).</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Che dire poi della sua voce? A tratti cos&igrave; elfica e sognante da riuscire a trasportati in un mondo fatato, ma anche altrettanto capace di rendersi di colpo sgraziata e graffiante al limite della sopportazione.<br />
<br />
L'hanno paragonata a tutte le grandi personalit&agrave; femminili dell'universo musicale, da Kate Bush a By&ouml;rk, passando ovviamente per Joni Mitchell, che la stessa Newsom ha detto di aver sentito vicina durante le registrazioni dell'album a Laurel Canyon, la colonia di artisti californiana che ha avuto tra i suoi tanti residenti anche la Mitchell. La verit&agrave; &egrave; che lei, per quanti elementi di affinit&agrave; si possano trovare con le altre, rimarr&agrave; sempre e solo uguale a se stessa.</div><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/joanna-newsom-4676.asp]]></link>
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	<dc:date>2010-09-03T06:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Luca Socionovo</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Ars3: Promemoria]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify">Gli <strong>Ars3</strong> sono Mauro Grossi al piano, Attilio Zanchi al contrabbasso e Marco Castiglioni alla batteria, un organico classico per un trio jazz che per&ograve; classico non risulta nell&rsquo;impostazione di questo <strong><em>Promemoria</em></strong>. Innegabile la presenza di ingredienti quali improvvisazione, interplay e strutture a chorus che creano un&rsquo;estetica sostanzialmente jazz, vestito per un&rsquo;anima diversa e pi&ugrave; articolata.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">L&rsquo;elenco dei brani documenta un ampio ricorso a titoli di provenienza varia, dal jazz alla leggera, dal folk al rock, aventi a fattor comune il tema del pacifismo e dell&rsquo;antimilitarismo. Le linee melodiche necessarie a riconoscere l&rsquo;originale sono generalmente esposte in apertura ed in conclusione, con quale richiamo anche in itinere. Il corpus centrale delle esecuzioni prende invece maggior libert&agrave; e qui fioccano improvvisazioni miste a variazioni sui temi; in queste sezioni la tecnica jazz prevale certamente ma il distacco dalla matrice originale non si compie mai del tutto, evitando cesure e stucchevolezze.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Il risultato principale &egrave; un effetto di crossover che crea qualit&agrave; mantenendo un alto livello di accessibilit&agrave; e di coerenza del lavoro, dove la tecnica c&rsquo;&egrave; ma si esprime in atmosfere e riletture piuttosto che in virtuosismi. Cos&igrave; anche la tematica centrale del disco, il pacifismo, resta valore come &egrave; giusto che sia e non si disperde in banalit&agrave; e retoriche di facile presa; esemplificativa &egrave; l&rsquo;apertura con la dylaniana <em>Master of War</em>, eseguita con una sensibilit&agrave; ritmica e timbrica tale da compensare pienamente la mancanza dei testi.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Centrati gli interventi degli ospiti; un grande Gianmaria Testa in <em>Promemoria</em>-<em>Monte Canino </em>e in <em>Il disertore</em>, probabilmente il brano migliore del disco anche per il pianismo che diventa quasi contemporaneo, cos&igrave; come eccellente &egrave; Sheila Jordan in <em>Peace, </em>unico spunto di vere origini jazz. Lavoro elegante, intenso, comunicativo ed educativo; il tempo dedicato all&rsquo;ascolto non &egrave; certamente buttato.</div><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/ars3-4677.asp]]></link>
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	<dc:date>2010-09-03T06:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Vittorio Formenti</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Il Cavaliere Alessandro: Libera]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify">Che sia <strong><em>Libera</em></strong> il disco della consacrazione di Alessandro Cavaliere, musicista cantautore di Barletta in arte <strong>Il Cavaliere</strong> <strong>Alessandro</strong>? Le potenzialit&agrave; scorrono a fiumi, parole e suoni, e si pongono come l’anello mancante tra la generazione dei grandi cantautori anni 80 e i giorni d’oggi.</div>
<div align="justify"> </div>
<div align="justify">Otto tracce colorate e un po’ malinconiche che vanno a misurarsi con un pop rock bilanciato tra profusione di enfasi vitaminica alla Bluvertigo storici <em>Nudo</em> <em>con la foglia di Adamo</em> - sapientemente frenata a un centimetro dall’inevitabilit&agrave; delle cose “gi&agrave; sentite” – e ballate emozionali dentro una poesia sontuosa, mai scontata, un precariato emozionale che si fa shuffle e radiofonico modellato su sabbiature vintage che si ascoltano tremendamente bene come in un pomeriggio sdraiati sui bagnoasciuga di qualche spiaggia solitaria.</div>
<div align="justify"> </div>
<div align="justify">Canzoni che ruotano in un cantato intenso e ammiccante; il punto &egrave; questo se si fa musica soave e che si lasci accarezzare dalla “presa rapida”, occorre anche essere incisivi – anche con gentilezza – nei contenuti, e Il Cavaliere Alessandro questo lo fa, &egrave; un narratore di sentimenti impermeabile ai cicli modaioli generazionali, un pizzico del Renato Zero dei tempi dei lustrini <em>Madre natura</em>, lo swing amaro di un Ivan Graziani <em>Allo specchio</em>, e una piccola sfilza di diamantini pop che brillano generosi di candore e grande stile e che vanno a mettere la corona in testa a <em>Ognuno &egrave; diverso dagli altri</em>, traccia agrodolce e tenerissima che va a chiudere in magnificat questa lavoro sincero e diabolicamente stiloso.<br />
<br />
Questo disco &egrave; la cifra preziosa di un musicista in ottimo stato di grazia, uno schianto che illumina la nuova generazione di “quelli che fanno suono” e che fortunatamente si tengono alla distanza giusta da tantissima musica pop usa e getta; prendete questo disco, stringetelo vicino al cuore e volate via con esso, forse troverete del metodo in questa follia, un paradossale richiamo al fallimento come nobile scopo di una vita, ma Il Cavaliere Alessandro ha un destriero che cavalcher&agrave; per voi le lunghe trame di una vita davvero libera. Consigliatissimo.</div><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/il-cavaliere-alessandro-4678.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.beatbopalula.it/public/post/il-cavaliere-alessandro-4678.asp</guid>
	<dc:date>2010-09-03T06:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Massimo Sannella</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Lele Battista: Nuove esperienze sul vuoto]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify"><br />
Di nuovi &ldquo;maestri dell&rsquo;impaginazione sonora&rdquo; non ce ne sono molti, poi per&ograve; se si va a cercare tra le scalfitture della canzone d&rsquo;autore - evitando con cura cadaverini di frequentazioni sfigate e depresse &ndash; un certo indizio che pu&ograve; esaltare la propria felicit&agrave; lo si trova eccome, l&rsquo;importante &egrave; l&rsquo;impeccabilit&agrave; dello stile quello che si &egrave; trovato, poi se &egrave; addirittura l&rsquo;impersonificazione stessa dello stile il bottino agognato &egrave; immenso, da strappare immediatamente dal luogo di ricerca e agganciarlo, fondendolo, ai tuoi sentimenti pi&ugrave; profondi.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify"><strong><em>Nuove esperienze sul vuoto</em></strong> &egrave; il nuovo disco del cantautore milanese <strong>Lele Battista</strong> che giunge a distanza di quattro anni dal precedente <em>Le ombre</em>, ed &egrave; un nuovo capitolo di onde interiori che vanno ad infrangersi dolcemente sulla parola che supera i propri limiti fisiologici per espandersi, catturare e ubriacare di dolcezza agrette quelle citazioni individuali che ci tengono legati alla terraferma, castrati per l&rsquo;altimetro dell&rsquo;infinito.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Un cantautorato espressivo elegante, abbandonato in ballate opache di vita <em>Il nido</em>, profondamente dentro, evanescente e scanzonato nell&rsquo;anima latineggiante <em>L&rsquo;arte di annoiarsi</em>, <em>L&rsquo;arte di essere felici</em>, arpeggiato come in un cristallino mattino invernale <em>Le mani</em>, canzoni dove l&rsquo;innegabilit&agrave; di galleggiare su di una scrittura color acqua &egrave; forte e sentita, trattenuta forse da quella ricerca soffice che sale sulla schiena come un brivido o un leggero prurito di bellezza.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Un lavoro discografico che riporta la voglia di raccontare il mondo che si porta dentro, il proprio percorso reale e amniotico, sommesso e urlato come a suggerire atmosfere e minimalismi da riprendere in mano, che impugna di nuovo la penna e la intinge nell&rsquo;anima <em>Nutrire la mente</em>, <em>Attento</em>, stupenda traccia che vede Giovanardi contribuire all&rsquo;ipnosi, all&rsquo;aura intoccabile e friabile di questo capolavoro capovolto.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Viviamo un&rsquo;era effimera e musicalmente vuota, strozzata dalla musica a singoli, della musica di iTunes, dello scaricamento industriale di canzoni, nella malformazione uniforme di un &ldquo;futuro&rdquo; tecnologico che rincretinisce l&rsquo;umano, e sentire parallelamente in circolazione queste perle emotive inorgoglisce la razza del &ldquo;vero ascolto&rdquo;. Caldamente raccomandato a chi del bello dei concetti ne fa tesoro.</div><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/lele-battista-4684.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.beatbopalula.it/public/post/lele-battista-4684.asp</guid>
	<dc:date>2010-09-02T07:01:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Massimo Sannella</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Alessandra Celletti - Burning]]></title>
	<description><![CDATA[<br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/alessandra-celletti-burning--4618.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.beatbopalula.it/public/post/alessandra-celletti-burning--4618.asp</guid>
	<dc:date>2010-09-02T07:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giorgio Pezzanera</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Buon compleanno Beat Bop A Lula !]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify"><br />
È passato un anno esatto da quando ci siamo lanciati nella Rete per raccontarvi tutto quanto fa musica. Oggi infatti, nel giorno in cui <strong><font color="#ff6600">riprendiamo ufficialmente le pubblicazioni</font></strong> dopo la pausa estiva, <strong><font color="#ff6600">Beat Bop A Lula</font></strong> festeggia il <strong><font color="#ff6600">primo anno di vita on line</font></strong>.<br />
<br />
In questi 12 mesi abbiamo fatto molta strada. E voi insieme a noi. Vi abbiamo proposto artisti affermati ed emergenti, fatto rivivere le emozioni dei live, riproposto pietre miliari della discografia, consigliato eventi e presentato articoli di approfondimento e critica musicale. Il tutto animati da una sana e consapevole passione per la musica a 360 gradi.</div>
<div align="justify"> </div>
<div align="justify">Voi ci avete seguito con attenzione, ed ora &egrave; tempo di ringraziarvi per avere, in tanti, navigato con noi. A tutti voi diciamo <strong><font color="#ff6600">GRAZIE !!!</font></strong> per averci regalato un successo che in poco tempo ci ha portato ad essere uno dei music webmagazine italiani pi&ugrave; apprezzati. Un fatto di cui siamo molto fieri.</div>
<div align="justify"> </div>
<div align="justify">Nell’anno appena trascorso ci avete cercato, visitato e letto con un interesse crescente. Qualche esempio? <strong>250mila pagine</strong> viste complessivamente, <strong>8mila visite al mese</strong>, <strong>1500 articoli</strong>, <strong>4500 immagini fotografiche</strong> caricate, <strong>300 video</strong> in rotazione, 2<strong>mila contatti</strong> in mailing list. Cifre importanti cui va aggiunto il popolo del web 2.0 con cui interagiamo ogni giorno sui nostri social network: 2800 fans su <strong><a target="_blank" href="http://www.facebook.com/group.php?gid=109988889312&ref=nf">facebook</a></strong> e molti altri compagni di viaggio che ci seguono su <strong><a target="_blank" href="http://twitter.com/beatbopalula">twitter</a></strong>, <strong><a target="_blank" href="http://www.youtube.com/beatbopalula">youtube</a></strong>, <strong><a target="_blank" href="http://www.flickr.com/photos/beatbopalula">flickr</a> </strong>e <strong><a target="_blank" href="http://beatbopalula.blogspot.com/">blogger</a></strong>.</div>
<div align="justify"><br />
Un grazie particolare lo rivolgiamo a tutti coloro (<strong>artisti</strong>, <strong>case discografiche</strong>, <strong>management</strong>, <strong>uffici stampa</strong>, <strong>festival</strong>, <strong>locali</strong>, <strong>associazioni</strong>) che con la loro collaborazione ci hanno permesso di proporvi, giorno dopo giorno, articoli sulle tendenze pi&ugrave; interessanti e sulle novit&agrave; pi&ugrave; stuzzicanti del panorama musicale nazionale ed internazionale.</div>
<div align="justify"> </div>
<div align="justify">Per ringraziarvi, e per festeggiare il primo compleanno, vogliamo farvi un <strong>regalo</strong>: il 9 e 10 settembre potete godervi i concerti all’Apheus di Roma per la finale nazionale di MArteLive 2010, evento che ci vede coinvolti come media partner. Basta inviare una e-mail a <a href="mailto:entragratis@martelive.it?subject=Beat%20Bop%20A%20Lula">entragratis@martelive.it</a> e scrivere nell’oggetto “Beat Bop A Lula”: in palio ci sono <strong>3 abbonamenti omaggio </strong>per i lettori pi&ugrave; affezionati (e veloci).<br />
<br />
È la nostra prima sorpresa per voi, per condividere una nuova stagione insieme.</div><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/buon-compleanno-beat-bop-a-lula--4683.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.beatbopalula.it/public/post/buon-compleanno-beat-bop-a-lula--4683.asp</guid>
	<dc:date>2010-09-02T07:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[The Party Favors: The last slice of cake]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify">Finalmente un giovane album di una giovane band, i <strong>The Party Favors</strong>, che vanno a smorzare le intemperie di tanto rock con le chitarre sparate, scendendo a patti con il versante pi&ugrave; godibile dell&rsquo;indie contaminato, con l&rsquo;intenzione di ricoprire quella zona intermedia tra la prestanza di una formula sonora azzeccatissima e l&rsquo;acume fresco di una giovent&ugrave; sonica rigorosamente contemporanea.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Gli ingredienti ci sono tutti: una produzione indipendente, una registrazione impeccabile e la cosa che conta di pi&ugrave;, un ventaglio d&rsquo;idee brillanti che girano nei dintorni del brit-pop degli Interpol, Blur, Oasis <em>Fringes and big noses</em> fino alle felici intuizioni della scena geek Newyorkese impersonata &ndash; per accostamento fisiologico &ndash; ai vari Darwin Deez, Darren Hayman, LCD Soundsystem e oltre; il risultato &egrave; questo debut album <strong><em>The last slice of cake</em></strong>, un puzzle indefinito di bellezza dal percorso mai accidentato, che entra in rotation nelle orecchie e s&rsquo;impadronisce del palinsesto della testa e della consorella immaginazione.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Per fortuna si affacciano band come queste disposte ancora a &ldquo;fabbricare&rdquo; ottimo sound, le stesse che sono pronte a mettere in gioco anima e strumenti, perch&eacute; convinte che il centro nevralgico dell&rsquo;indie rimarr&agrave; sempre sospeso tra il cuore e l&rsquo;ingegno; perugini, i The Party Favor hanno accettato la scommessa e la vincono sulla corta distanza, fornendo materiale importante per rinfuocare le braci infreddolite dalla mancanza di proposte e spiragli, e grazie ad una scrittura capace di far drizzare le antenne a chiunque, unita ad una cura per il suono, ogni canzone delle dieci messe in mostra, distribuisce soluzioni acustiche differenti <em>Winter of my caravan</em>, voli solitari <em>Here upon the Commodore</em>, echi post-rock in stile Lambchop <em>Cat in bag</em>, e un catalogo di ballate sopraffine che sgambettano in <em>Just the beginning?</em> &ndash; con un finale stupendo di soft/rap-R&amp;B - riflettono <em>Power hour with Carla</em> e si sfogano amaramente nello stunz-stunz di <em>Teenage</em>.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Chitarre, programmings, sinth, drum machine e una voce attraversata da poesia che entra ed esce come uno spiffero libero, fanno di questo disco una pura urgenza comunicativa entusiasmante, una rara capacit&agrave; &ndash; per essere un prodotto emergente &ndash; di immagazzinare sogni e disfatte per poi restituirle nella loro integrit&agrave;.<br />
Un consiglio agli appassionati del genere: non perdeteli di vista e una certezza per noi della critica: gi&agrave; presi sott&rsquo;occhio!</div><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/the-party-favors-4674.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.beatbopalula.it/public/post/the-party-favors-4674.asp</guid>
	<dc:date>2010-09-02T07:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Massimo Sannella</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Mats / Morgan Band: The Music or the Money]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify"><strong>Mats &amp; Morgan</strong> &eacute; un vulcanico duo svedese dai gloriosi esordi musicali; furono infatti scoperti nientemeno che da Frank Zappa col quale poi non poterono cooperare causa la malattia che port&ograve; poi alla scomparsa del grande di Baltimora. Il disco non &egrave; inedito ma una ristampa del loro secondo lavoro, uscito nel 1997 e qui riproposto con pi&ugrave; di 45 minuti di musica mai pubblicata nel passato.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">La miscela &egrave; esplosiva, ancor pi&ugrave; se si pensa che a produrla &egrave; semplicemente un duo. L&rsquo;organico ristretto &egrave; sovente a rischio di omogeneit&agrave; eccessiva delle tessiture che porta ad un senso di stasi e di ripetitivit&agrave;. In <strong><em>The Music or the Money</em></strong> succede esattamente il contrario tanta &egrave; la ricchezza creativa espressa e la caratura dei sidemen e degli ospiti. I brani sono essenziali, scheletrici nella durata e nelle sonorit&agrave; ma alternati con tale coerenza da sembrare una lunga suite, a testimonianza di una logica compositiva effettiva e stringente.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">L&rsquo;inizio con <em>You Have To Wait In The Rain</em> &eacute; addirittura all&rsquo;insegna della dissonanza contemporanea dalla quale si passa, in totale continuit&agrave; attraverso una rullata prolungata, al brano successivo che si presenta a met&agrave; tra le bizzarrie zappiane e i vocalismi alla Robert Wyatt. La dimensione ritmica &egrave; decisamente predominante, grazie anche alle qualit&agrave; speciali di Morgan; si passa dai frammenti di avanguardia quasi colta in <em>Dr. Thor </em>alle trame prolungate di progressive fino a spunti di country obliquo, come in <em>Sylox</em> dove il drumming &egrave; protagonista in un vero e proprio contrappunto con un&rsquo;armonica tutt&rsquo;altro che cinematografica.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Si hanno passaggi a collage di effetti in <em>Asaw X </em>o <em>Watch me pleasure</em>, veri poutpourri di tutti gli ingredienti gi&agrave; citati a cui si aggiunge una spruzzata psichedelica alla Gong del miglior periodo; una certa vena lisergica ritorna in <em>Spinning Round</em>, in cui l&rsquo;effetto &egrave; creato tramite coretti filtrati per produrre quell&rsquo;estetica tipicamente rozza dei freak anni &rsquo;70, e in <em>Jerico</em>, dove chitarrismi e suoni dilatati ricordano il kraut rock di Gottsching o degli Agitation Free. Un ulteriore elemento che emerge bene in <em>Coco </em>&egrave; il gusto pop con radici inglesi, quasi alla Beatles, ma reso ben bizzarro alla XTC; nei vari momenti di Advokaten compare anche del jazz deformato.<br />
<br />
Resterebbero molti altri brani da analizzare ma una recensione non &egrave; una monografia, specie nel caso di un doppio CD; pertanto lasciamo il resto all&rsquo;ascoltatore, certi che si avvier&agrave; alla scoperta di un&rsquo;autentica delizia: per i palati fini del rock d&rsquo;arte affogato nell&rsquo;underground.</div><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/mats-morgan-band-4672.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.beatbopalula.it/public/post/mats-morgan-band-4672.asp</guid>
	<dc:date>2010-09-02T07:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Vittorio Formenti</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Fonokit: Amore o Purgatorio]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify">Tornano a farsi sentire &ndash; e questa volta come un&rsquo;antitesi del Salento tarantolato &ndash; gli sviluppi coerenti e ragionati di un mondo musicale indipendente che possono &ndash; se presi con la giusta attenzione &ndash; creare un &ldquo;caso&rdquo; combinato di lungimiranza e novit&agrave; tra le buone promesse che sbottano nel substrato emergente.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Il trio Salentino dei<strong> Fonokit </strong>creano subito un dilemma, un <strong><em>Amore o Purgatorio</em></strong> che, senza scendere dal paradigma della costrizione di una scelta forzata, riesce ad indurre l&rsquo;ascoltatore a stazionarsi a met&agrave;, nel mezzo o nel limbo di questo loro debutto discografico, ed &egrave; proprio dal mezzo che si riescono a percepire &ldquo; le due campane&rdquo; che <strong>Marco Ancona</strong> voce e chitarre, <strong>Paolo Provenzano</strong> batteria e <strong>Ruggero Gallo</strong> al basso intendono propagandare come poetica elettrica e tattica sonorizzata. Il risultato? Bella gente e la felice ammissione &ndash; da parte nostra &ndash; di avere tra le mani e negli orecchi l&rsquo;audacia e la sensibilit&agrave; di una grande band che potrebbe &ndash; gi&agrave; da subito &ndash; cavalcare km di strada davanti pronta a srotolarsi all&rsquo;infinito.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Fanno i gigioni sulle longitudini di un rock indie che approccia i bombardamenti interiori del british sound, strane muffe impercettibilmente decadence sono iniettate in una piacevolezza di fondo, sporcata di rumore e di mestiere che rende impossibile ogni equivoco di &ldquo;fuori tiro&rdquo;; un disco che scoppia e travolge nelle traiettorie che vanno a stuzzicare pure gli anni 80 del reflusso <em>Non posso farne a meno</em>, <em>No money no cash</em>, bruciano come ortica nel funk distorto <em>Sedia elettrica</em>, non dimenticano le mediterraneit&agrave; e l&rsquo;impulso underground tricolore nella memorabile <em>Nes</em> - che rinvigorisce fasti ed intermittenze Afterhoursiane &ndash; fanno dispetti punkyes grattando le corde elettriche <em>Ammirami</em> e ci lasciano, sospesi e senza peso in lievi mulinelli d&rsquo;aria seducenti e oppiati <em>Materia tattile</em>.<br />
<br />
I Fonokit sono un gruppo che riportano l&rsquo;abitudine ad una certa magrezza elettrica, abrasivamente instabile e oculata nel contempo che li rende unici; nessuna apocalisse, niente devastazioni, solo la naturale codificazione di un suono assolutamente da preservare, merce rara nello scaffale contemporaneo. L&rsquo;underground di provincia batte cassa e senza tanti panegirici ed optionals precauzionali reclama visibilit&agrave;, e loro se seguitano cos&igrave;, testardi in questo bel tormentato riflessivo, la faranno da padroni. Garantito.</div><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/fonokit-4673.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.beatbopalula.it/public/post/fonokit-4673.asp</guid>
	<dc:date>2010-09-02T07:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Massimo Sannella</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Narnia Fumetto]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify">Appuntamento cult per gli appassionati del fumetto d&rsquo;autore, dei cosplay contest e della gadgettistica legata al magico mondo dei personaggi di fantasia, nel weekend tra il <strong><font color="#ff6600">4 e 5 settembre</font></strong> il magico mondo delle comics &egrave; l&rsquo;assoluto protagonista della quinta edizione di <strong><font color="#ff6600">Narnia Fumetto</font></strong>, la mostra mercato organizzata dall&rsquo;<strong><font color="#ff6600">Associazione culturale &ldquo;Amici Miei&rdquo;</font></strong> con il patrocinio della Regione Umbria e dell&rsquo;Assessorato alla Cultura del Comune di Narni.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Il giovane team dell&rsquo;Associazione, presieduto da Francesco Settembre, ha allestito anche quest&rsquo;anno un ricco <strong><font color="#ff6600">programma</font></strong> di eventi (<a target="_blank" href="http://www.narniafumetto.com/programma.php"><strong>www.narniafumetto.com/programma.php</strong></a>) adatto per tutti i fans e le et&agrave; che ha il cuore nell&rsquo;incantevole cornice della Rocca Albornoz di Narni (Tr) che ospita gli spazi espositivi della mostra mercato.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">La prima chicca &egrave; allestita nei sotterranei della Rocca con una <strong>mostra espositiva inedita</strong> realizzata in collaborazione con <strong>Francesco Bazzana</strong> (<a target="_blank" href="http://www.tavoleoriginali.net">www.tavoleoriginali.net</a>) in cui sar&agrave; possibile visitare un percorso di circa 150 tavole per ripercorrere la storia di due colossi dell&rsquo;editoria mondiale quali la Marvel e la DC.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Novit&agrave; assoluta per il 2010 il primo concerto dei <strong>Raggi Fotonici</strong> (domenica 5 alle 17.00), la cartoon band pi&ugrave; famosa d&rsquo;Italia che si esibir&agrave; in una lunga serie di famose sigle di cartoni animati con la collaborazione di Spectra, autore ed interprete della sigla &ldquo;Ken il guerriero&rdquo;.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify"><strong><font color="#ff6600">I DISEGNATORI OSPITI</font></strong></div>
<div align="justify">Molti gli <strong>artisti di fama</strong> che si avvicenderanno in conferenze e realizzeranno disegni in estemporanea: <strong>Marco Bianchini</strong> (autore di Mister No, Tex e Termite Bianca) sar&agrave; alla manifestazione con la Scuola Internazionale di Comics; <strong>Massimiliano Frezzato</strong> (eclettico autore torinese che nel 2009 ha presentato una personale rivisitazione del Pinocchio di Collodi per Edizioni Di); <strong>Giuseppe Palumbo</strong> (autore di Diabolik e Martin Mistere); <strong>John McCrea</strong> (per ogni casa editrice mainstream occidentale, comprese le due maggiori, Marvel e DC, attualmente impegnato nella realizzazione di The Boys per la Dynamite, di Spiderman e altri eroi Marvel assortiti per la Panini, e a 99 per la Teshkeel.) e <strong>Doug Braithwaite</strong> (autore per la Marvel Comics di tutti i principali personaggi dei fumetti, alcuni dei quali simbolici come Superman, Batman, Wonder Woman, Spiderman e Hulk, nonch&eacute; produttore di story board, e concept design pluripremiati per pubblicit&agrave;, videogiochi e film per nomi noti come Saatchi &amp; Saatchi, Adidas, Sega, Playstation e Toyota). Ed ancora il geniale <strong>Alfonso Font</strong> (disegnatore spagnolo premiato nel 1996, con il prestigioso premio internazionale &ldquo;Yellow Kid&rdquo; e attualmente impegnato nella realizzazione di una serie ambientata nel Medioevo, intitolata &ldquo;H&eacute;lo&iuml;se de Montfort&rdquo;, per la casa editrice Gl&eacute;nat), <strong>Alessandro Di Virgilio</strong>, <strong>Giorgio Pontrelli</strong>, <strong>Riccardo Burchielli</strong> (autore della locandina di Narnia Fumetto V edizione) e tanti altri ancora.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Nel corso della manifestazione saranno inoltre esposti e premiati i lavori realizzati dai giovani studenti del Comune di Terni per il bando di concorso &ldquo;Arti e Mestieri del 3000&rdquo; realizzato dall&rsquo;associazione culturale &ldquo;Amici Miei&rdquo; in collaborazione con Confartigianato Imprese Terni, il patrocinio dell&rsquo;Ufficio scolastico provinciale di Terni e la collaborazione della Fondazione Carit e la societ&agrave; di comunicazione multimediale Media Mobile Spa.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify"><strong><font color="#ff6600">INFO</font></strong></div>
<div align="justify">Narnia Fumetto</div>
<div align="justify">Rocca Albornoz, Narni (TR)</div>
<div align="justify">4-5 settembre 2010</div>
<div align="justify"><a target="_blank" href="http://www.narniafumetto.com">www.narniafumetto.com</a> - <a href="mailto:info@narniafumetto.com">info@narniafumetto.com</a><br />
0744.471523&#8232;- 328.4122189</div><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/narnia-fumetto-rocca-albornoz-narni-tr-4667.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.beatbopalula.it/public/post/narnia-fumetto-rocca-albornoz-narni-tr-4667.asp</guid>
	<dc:date>2010-09-02T07:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giorgio Pezzanera</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Vad Vuc [intervista]]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify"><br />
I <strong>Vad Vuc</strong> sono una realt&agrave; molto importante del folk rock/underground del Canton Ticino, zona in cui sono notissimi vantando anche lusinghieri successi in termini di vendite, sempre con le debite proporzioni imposte dal genere. La loro arte ricorda moltissimo quella di Van De Sfroos alla quale aggiunge una venatura pi&ugrave; europea che americana, non disdegnando influenze irlandesi e balcaniche. Dopo aver ascoltato il loro ultimo lavoro <strong><em>La parata dei secondi</em></strong>, gi&agrave; recensito con il plauso che si merita (recensione), abbiamo il piacere di scambiare quattro chiacchiere con due membri della band, <strong>Michele</strong> (voce, chitarra) <strong>e Daniele</strong> (sax, flauti), in tutta tranquillit&agrave; al Bloom di Mezzago.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify"><strong><em><font color="#ff6600">Il vostro gruppo &egrave; numeroso, siete in otto, ma la dinamica non &egrave; sempre cos&igrave; corale; spiccano regolarmente fisa e violino ma i fiati restano sovente in secondo piano, o almeno cos&igrave; appare. Cosa significa per voi essere una band cos&igrave; numerosa?</font></em></strong></div>
<div align="justify">L&rsquo;apporto strumentale dipende dai brani. In linea generale abbiamo due tipologie di lavori; quelli pi&ugrave; sul versante irlandese, dove effettivamente fisa/violino/ flauto predominano sugli altri, poi ci sono quelli pi&ugrave; sul versante ska dove invece i fiati emergono. Inoltre alcuni suonano pi&ugrave; strumenti e quindi quando si presentano in una veste non possono fare altro, mentre uno specialista come il violinista non alterna altri timbri.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify"><strong><em><font color="#ff6600">Siete spesso assimilati ai Waterboys, gruppo che certamente conoscete bene anche per aver collaborato con Wickham, anche se in realt&agrave; a nostro avviso emergono forse pi&ugrave; evidenti altri riferimenti; cosa ne pensate di questo accostamento?</font></em></strong></div>
<div align="justify">Certamente non pu&ograve; che farci piacere anche se probabilmente il nostro gruppo ha diversi elementi distintivi rispetto a loro, come le influenze balcaniche e l&rsquo;essere meno &ldquo;pop&rdquo; rispetto alla loro vena. In definitiva quindi non ci vediamo cos&igrave; simili.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify"><strong><em><font color="#ff6600">Conoscete Davide Van De Sfroos?</font></em></strong></div>
<div align="justify">Ecco, questo &egrave; un riferimento che ci saremmo aspettati di pi&ugrave; anche perch&eacute; siamo in effetti partiti dalla sua lezione, tanto che all&rsquo;inizio sembravamo una cover band. Ogni tanto i giornalisti ticinesi, che magari ci hanno persi di vista per qualche anno, ci chiedono come mai non suoniamo pi&ugrave; come Van De Sfroos. Per noi comunque non &egrave; assolutamente un problema, al contrario abbiamo avuto diverse opportunit&agrave; per piacevoli collaborazioni con lui.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify"><strong><em><font color="#ff6600">&ldquo;Scordata fra le righe&rdquo; &egrave; per&ograve; un brano del vostro ultimo lavoro che ricorda moltissimo Tom Waits; non si parla di Americana, Tom Waits &egrave; lui al di l&agrave; dei confini, ma come mai questo richiamo extra continentale?</font></em></strong></div>
<div align="justify">Il brano &egrave; nato su di un testo per il quale si era trovato una linea di sax adatta; quindi concordammo di trovarci una sera per vedere come funzionava; trovammo una vena cupa, chiaramente ispirata a Tom Waits come peraltro la si potrebbe riferire a Capossela, altro artista a cui ci piace riferirci. Usammo questo brano come singolo, lasciando meravigliati tra l&rsquo;altro molti DJ radiofonici<span> che da noi si aspettavano lo stesso prodotto degli album precedenti, ma in questo lavoro abbiamo voluto esprimere qualcosa di nuovo, di pi&ugrave; maturo, di pi&ugrave; consono al nostro essere cresciuti rispetto alla goliardia precedente. Credo sia normale!</span></div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify"><strong><em><font color="#ff6600">Altri passaggi del vostro ultimo lavoro si spostano pi&ugrave; su di una verve cantautorale, con attenzione ai testi, alla riflessivit&agrave; ed ai temi. De Andr&eacute; e Capossela mi paiono due riferimenti evidenti e il brano che trovo particolarmente significativo &egrave; &ldquo;Caro Dottore&rdquo;.</font></em></strong></div>
<div align="justify">Qui, come in altri casi, abbiamo effettivamente dato pi&ugrave; importanza ai testi che al resto, anche se comunque ciascuno di noi uno spazio se lo trova comunque, magari breve e non percepibile, ma per lui importante; un solo passaggio, fuggente ma studiato che comunque gratifica senza togliere l&rsquo;attenzione alla narrazione.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify"><strong><em><font color="#ff6600">C&rsquo;&egrave; anche un richiamo al grande poeta d&rsquo;Irlanda Yeats in &ldquo;Un aviatore irlandese&rdquo;, sua poesia che avete tradotto. Si pu&ograve; parlare di un ruolo importante della letteratura nelle vostre composizioni?</font></em></strong></div>
<div align="justify">Daniele &ldquo;Q&rdquo; ha alle spalle studi universitari di letteratura inglese ed italiana, e questo certamente ha un suo peso. Fare qualcosa di Yeats &egrave; stato come completare un qualcosa; c&rsquo;era il rischio di sminuire una poesia famosa ed importante per cui il problema &egrave; stato mantenere un certo equilibrio che rispettasse il senso del tutto. La traduzione &egrave; stata fatte per evitare di cantarla in un inglese maccheronico, che sarebbe suonato forse ridicolo; in dialetto abbiamo curato la coerenza al testo e la cura alle emozioni originali, con solo qualche piccola variante per mantenere la metrica.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify"><strong><em><font color="#ff6600">La vostra musica &egrave; di un tipo che dal vivo pu&ograve; diventare incendiaria. Come sono le vostre esibizioni live?</font></em></strong></div>
<div align="justify">Normalmente in effetti tendiamo ad andare a fuoco ma nell&rsquo;arco di due ore, questa &egrave; la durata tipica di un nostro concerto, inseriamo anche qualche momento pi&ugrave; acustico e riflessivo. Poi dipende anche dal posto in cui si suona. Queste variazioni abbiamo notato che attraggono attenzione sui testi dei momenti pi&ugrave; acustici, che altrimenti potrebbero essere persi se facessimo tutto nello stesso modo. Il bello &egrave; che spesso l&rsquo;interesse sui testi l&rsquo;abbiamo incontrato in zone dove il dialetto non &egrave; inteso, come in Germania in cui molta gente ci ha chiesto di avere le traduzioni delle canzoni.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify"><strong><em><font color="#ff6600">Nel vostro gruppo c&rsquo;&egrave; qualcuno con una preparazione musicale formale che cura gli arrangiamenti o certi sviluppi?</font></em></strong></div>
<div align="justify">Il fisarmonicista ha studiato al Conservatorio ed &egrave; quello che cura appunto gli arrangiamenti. E&rsquo; uno piuttosto timido, in genere non compone ma cerca di adeguarsi alle idee base dei testi e delle melodie che nascono all&rsquo;inizio. Anche dal vivo si mantiene molto defilato, se potesse suonerebbe da back stage; abbiamo dovuto ritagliarli degli spazi apposta per sforzarlo a manifestarsi cos&igrave; come si merita.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify"><strong><em><font color="#ff6600">La grafica del lavoro mi pare eccellente. La figura del frate che scandisce il tempo o anche il quadretto di bestie umanizzate nel &ldquo;Matto&rdquo; mi paiono azzeccatissime. Dove trovate questi spunti?</font></em></strong></div>
<div align="justify">Vengono da una collezione di immagini dell&rsquo;inizio Novecento libere da diritti (di Michele). Passandole in rassegna ne abbiamo trovate diverse che ci parevano adatte allo spirito dei testi e del lavoro.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify"><strong><em><font color="#ff6600">Immagino ascoltiate musica; quali sono i vostri gusti e le vostre influenze principali?</font></em></strong></div>
<div align="justify">Si ascolta un po&rsquo; di tutto ma se dovessimo scegliere citeremmo i Radiohead, oltre naturalmente a Tom Waits; anche Caparezza e Cristicchi rientrano nei nostri apprezzamenti. Poi, mentre parliamo, vengono in mente i Pogues e anche i Foo Fighters, hanno una ritmica eccezionale. Resta poi l&rsquo;Irlanda, con i Chieftains e i Waterboys.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify"><strong><em><font color="#ff6600">Arriviamo alla consueta domanda banale finale: ci dite i 5 CD della vostra isola deserta?</font></em></strong></div>
<div align="justify">Cos&igrave; non vale, dopo il quinto sicuramente esce un sesto e cos&igrave; via. Comunque dovendo scegliere: <strong>Daniele</strong>: &ldquo;Orphans&rdquo; (Tom Waits); &ldquo;Swordfishtrombones&rdquo; (Tom Waits); &ldquo;Ok Computer&rdquo; (Radiohead); &ldquo;Absolution&rdquo; (Muse); &ldquo;Creuza de ma&rdquo; (De Andr&eacute;). <strong>Michele</strong>: &ldquo;Anime salve&rdquo; (De Andr&eacute;); &ldquo;Flying Club Cup&rdquo; (Beirut); &ldquo;Red Roses for Me&rdquo; (Pogues); &ldquo;Via Paolo Fabbri 43&rdquo; (Guccini); &ldquo;Fisherman&rsquo;s Blues&rdquo; (Waterboys).<br />
<br />
Come al solito queste conclusioni non risultano cos&igrave; banali. I gusti espressi rendono chiaramente l&rsquo;idea della sensibilit&agrave; dei Vad Vuc al di l&agrave; delle parole; folk, rock, indie, canzone d&rsquo;autore e contaminazioni etniche sono gli ingredienti della loro pozione che consigliamo a tutti di assaggiare.</div><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/vad-vuc-intervista--4668.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.beatbopalula.it/public/post/vad-vuc-intervista--4668.asp</guid>
	<dc:date>2010-09-02T07:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Vittorio Formenti</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Motel Connection in concerto]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify">Venerd&igrave; 17 settembre a&nbsp;Santa Maria Capua Vetere (CE).&nbsp;Mancano poco pi&ugrave; di due settimane per il primo appuntamento con il Caserta Force One, l'anima elettronica del pi&ugrave; conosciuto Caserta Rock Fest. Protagonisti di questa prima data saranno i Motel Connection che animeranno il Campo di Rugby di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, venerd&igrave; 17 settembre.&nbsp;Incluso nel prezzo del biglietto (10 euro)&nbsp;c'&egrave; anche l'afterparty di fine serata al Lunatika di Barignano di Pontelatone. <strong>INFO</strong>: <a target="_blank" href="http://newmediapress.wordpress.com">New Media Press</a></p><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/motel-connection-in-concerto--4686.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.beatbopalula.it/public/post/motel-connection-in-concerto--4686.asp</guid>
	<dc:date>2010-09-02T07:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giorgio Pezzanera</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Richard Galliano &amp; Tangaria 4tet [live]]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify"><br />
L&rsquo;avvenente programmazione del JazzUp Festival 2010 raggiunge il suo massimo splendore, con i rapimenti passionevoli di Monsieur <strong>Richard Galliano</strong> e la gustosa frenesia dei <strong>Tangaria 4tet</strong>, un torpedo di inebrianti emozioni, complice la magnifica serata viterbese e il parterre, sold-out e in delirante aspettativa.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Richard Galliano, nato in Francia da genitori italiani, definito dalla critica l&rsquo;erede di Astor Piazzolla, ha il merito di aver dato nuovo lustro nel panorama Jazz contemporaneo alla <strong>fisarmonica e al bandoneon</strong>, trasformando i loro rigidi canoni popolari in una semantica universale, ricca ed espressiva. Legando brillantemente la dimensione del valzer francese e il Modern Jazz, negli anni &rsquo;90 ide&ograve; un nuovo sottogenere definito &ldquo;New Musette&rdquo;, dove oltre ad una moltitudine di elementi eterogenei, vi &egrave; una forte presenza di sonorit&agrave; vicine ai maestosi Debussy e Ravel.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Nel 2007, con <em>Luz Negra</em>, album di debutto che sancisce l&rsquo;inizio della favolosa collaborazione tra il fisarmonicista francese e i Tangaria Quartet, registrato in Brasile e licenziato dall&rsquo;etichetta Milan Records, Galliano ci offre una <strong>&ldquo;ing&eacute;nieux m&eacute;lange&rdquo; di valzer musettes</strong>, Jazz colto, tipiche melodie appartenenti alle canzoni popolari europee e sudamericane, passione tanghera e uno strepitio classico. Parlando con Richard nel dopo concerto &egrave; emersa la loro intenzione di unire la tradizione musicale Europea con quella latinoamericana, con particolare attenzione alla venezuelana (joropo, gaita) e colombiana (cumbia, poros, mapal&egrave;).</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Come trasmigrati in una famosa e tormentata opera di Van Gogh, Richard Galliano con Alexis Cardenas violino, Philippe Aerts contrabbasso e Rafael Mejias alle percussioni sembrano ondeggiare carezzati dal flusso melanconico, preludio di intensi <strong>momenti carichi di passione</strong> dove il dialogo instaurato tra il violinista ed il percussionista di Caracas &egrave; un treno fumante. A seguire le superbe <em>Laurita e Barbara </em>dove la mancanza di un vecchio ardore &egrave; colorita dal sinuoso violino malandrino di Cardenas, a ricordo di lussuriose vicissitudini oramai trascorse, quindi Break-Up con <em>Tangaria</em>, un Richard danzante tra le costruzioni ritmiche latine e il Caj&ograve;n idilliaco del furente Mejias. In <em>Chat Pitre</em> il fisarmonicista transalpino si prende gioco del suo strumento, divertendo la platea e regalando emozioni quando, utilizzando il solo movimento delle braccia, con il gettito d&rsquo;aria &egrave; come se ci trasportasse tra le burrascose onde del Bidassoa. Nel finale con <em>Traditionnel Venezuelien </em>si apre la magic box dell&rsquo;immenso violinista Alexis Cardenas che strabilia &egrave; dir poco!</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Ubriachi! Senza tregua! Di Richard Galliano &amp; Tangaria 4tet.<br />
<strong>::&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; ::&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; ::&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; ::&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; ::<br />
<font color="#ff6600">Foto: Pamela Santabarbara</font></strong></div><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/richard-galliano-amp-tangaria-4tet-live-jazzup-festival-2010-viterbo-4685.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.beatbopalula.it/public/post/richard-galliano-amp-tangaria-4tet-live-jazzup-festival-2010-viterbo-4685.asp</guid>
	<dc:date>2010-09-02T06:59:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Daniele Camerlengo</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Those Furious Flames - Hell Yeah ]]></title>
	<description><![CDATA[<br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/those-furious-flames-hell-yeah--4647.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.beatbopalula.it/public/post/those-furious-flames-hell-yeah--4647.asp</guid>
	<dc:date>2010-09-01T07:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giorgio Pezzanera</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Labaro Rock Festival 2010]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify">Dal&nbsp;2 al 5 settembre&nbsp;la rassegna di musica libera e indipendente giunta all&rsquo;ottava edizione. Il festival &egrave;&nbsp;organizzato dall&rsquo;associazione &quot;Occupiamoci di&hellip;&quot; nell&rsquo;ambito di un lavoro di riqualifica della qualit&agrave; della vita e della cultura in periferia.&nbsp;<strong>Calendario concerti</strong>: Gioved&igrave; 2 settembre: Mia Wallace + Mary In June + IDP; Venerd&igrave; 3 settembre: Kanga-Roo + I Quartieri + Kozminski; Sabato 4 settembre: Exravas + Kreia + Wogiagia; Domenica 5 settembre: Pasta e Patate + Il Muro del Canto + Her Pillow. Inizio concerti ore 21, ingresso gratuito, Parco Marta Russo, via Gemona del Friuli Roma -&nbsp;<a target="_blank" href="http://www.myspace.com/labarorock">www.myspace.com/labarorock</a></p><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/labaro-rock-festival-2010--4682.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.beatbopalula.it/public/post/labaro-rock-festival-2010--4682.asp</guid>
	<dc:date>2010-08-31T21:03:52+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giorgio Pezzanera</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[KeepOn 100%Live Club Festival]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify">La prima edizione domenica 12 settembre al Live Club di Trezzo sull'Adda (Milano).&nbsp;<strong><font color="#ff6600">KeepOn 100%Live Club Festival</font></strong> &egrave;&nbsp;un evento nuovo per l'Italia,&nbsp;dedicato completamente al mondo della musica dal vivo in cui i protagonisti veri saranno i club che organizzano concerti ed i loro direttori artistici. Il tutto corredato da una serie di concerti di ottimo livello.&nbsp;Questa la line-up: <strong><font color="#ff6600">PALCO PRINCIPALE</font></strong>:&nbsp;17.00 VINCITORE CONTEST KeepOn, 17.30 VINCITORE CONTEST KeepOn, 18.00 Fast Animals &amp; Slow Kids (premio KeepOn - ItaliaWave 2010), 18.30 Criminal Jokers, 19.20 Waines, 20.10 N.A.M.B., 21.00 Lombroso, 21.50 BUD SPENCER BLUES EXPLOSION, 23.00 A TOYS ORCHESTRA,&nbsp;&nbsp;24.10CALIBRO 35 - <strong><font color="#ff6600">PALCO ACUSTICO</font></strong>: 17.15 VINCITORE CONTEST KeepOn, 17.45 Interno 7, 18.15 Simona Gretchen, 19.00 Grenouille, 19.50 Thony, 20.40 Dilaila, 21.30 2Pigeons, 22.30 Naif Herin, 23.40 BRUNORI SAS.&nbsp;<strong><font color="#ff6600">Info</font></strong>:&nbsp;<strong><a target="_blank" href="http://www.keepon.it">www.keepon.it</a></strong></p><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/keepon-100live-club-festival--4589.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.beatbopalula.it/public/post/keepon-100live-club-festival--4589.asp</guid>
	<dc:date>2010-08-31T20:08:11+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giorgio Pezzanera</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[MArteLive: 3 abbonamenti omaggio per la finale nazionale]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify">Il 9-10-11 settembre all'Alpheus di Roma: Petra Magoni e Ferruccio Spinetti, Nobraino, Nouvelle Vague, Dente, Pino Marino e tanti altri....<br />
<br />
<strong><font color="#ff6600">ENTRA GRATIS !!!</font></strong>&nbsp;MArteLive mette&nbsp;in palio&nbsp;<strong><font color="#ff6600">3 abbonamenti omaggio</font></strong> per i <strong><font color="#ff6600">giorni 9 e 10 settembre</font></strong>&nbsp;per i&nbsp;lettori di Beat Bop A Lula (media partner).&nbsp;Modalit&agrave;:&nbsp;basta inviare una mail a <strong><a href="mailto:entragratis@martelive.it?subject=BEAT%20BOP%20A%20LULA">entragratis@martelive.it</a></strong> scrivendo nell'oggetto &quot;BEAT BOP A LULA&quot;.<br />
<br />
MArteLive sempre pi&ugrave; totale nell&rsquo;arte, nel tempo e nello spazio, si ripresenta con una tre giorni di grande spettacolo dal 9 all&rsquo;11 settembre 2010 all&rsquo;Alpheus. Una selezione lunga un anno che consegna una finalissima con circa 500 artisti emergenti tra i migliori provenienti da tutta Italia. <strong>Programma</strong>: insieme agli emergenti tanti ospiti di livello nazionale ed internazionale a partire da <strong>gioved&igrave; 9 settembre</strong> con i Nouvelle Vogue +&nbsp;Nobraino. <strong>Venerdi 10 settembre</strong> ospiti il cantautore milanese Dente, Andrea Ra e i Diaframma,&nbsp;a chiudere la musica elettronica degli italo-spagnoli XOC. <strong>Sabato 11 settembre</strong> gran finale con il duo Petra Magoni e Ferruccio Spinetti e la loro &ldquo;Musica Nuda&rdquo;, il cantautore romano Pino Marino, le sonorit&agrave; del Mali con l&rsquo;italo francese Sandr&ograve; Jouex e i ritmi argentini dei Tango Spleen. <strong>INFO</strong>: <a target="_blank" href="http://www.martelive.it"><strong>www.martelive.it</strong></a>.</p><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/martelive-3-abbonamenti-omaggio-per-la-finale-nazionale--4681.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.beatbopalula.it/public/post/martelive-3-abbonamenti-omaggio-per-la-finale-nazionale--4681.asp</guid>
	<dc:date>2010-08-31T13:22:28+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giorgio Pezzanera</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Camilla Battaglia 4tet &amp; Greg Burk Trio [live]]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify">Strabordante serata al <strong>JazzUp Festival</strong>, matura rassegna viterbese che ogni anno, nella splendida e suggestiva cornice della Chiesa di Santa Maria delle Fortezze e in altre location situate nel centro storico del capoluogo della Tuscia, propone una miscellanea di calde proposte culturali che vedono Arte, cinema e Jazz fondersi in una feconda folata di cerebrali coinvolgimenti empatici e di grande ricchezza appagante.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Delizioso incontro pre-concerto fra le formazioni ospiti, ovvero il <strong>Camilla Battaglia Quartet</strong> e il trio di <strong>Greg Burk</strong>, nel quale si &egrave; discusso della condizione del Jazz italiano e delle esperienze personali a livello di visibilit&agrave; e spazi all&rsquo;interno di realt&agrave; festivaliere, con la speranza a detta di Burk, visto il grande interesse del genere in Italia, che i Jazz Club prolifichino per sostenere i musicisti ed aumentare e migliorare il contatto con il pubblico, prerogativa fondamentale.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Ad aprire il set sonoro sono il quartetto di Camilla Battaglia, freschi vincitori del prestigioso <strong>Premio Internazionale Massimo Urbani</strong>, di consistenza oramai decennale, che ha saputo valorizzare tanti giovani emergenti, divenuti oramai Star di livello come Rosario Giuliani e Gianluca Petrella, avvalendosi di una prestigiosa giuria che tra le proprie fila vanta grandi nomi del Jazz: Enrico Rava, Stefano Bollani, Franco D&rsquo;Andrea, Giovanni Tommaso.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">La sezione New Generation del JazzUp non poteva avere partenza migliore, Camilla con la sua voce sinuosa, agile e di intense frizioni an&igrave;miche, accompagnata da Niccol&ograve; Cattaneo al pianoforte, Daniele Tortora al contrabbasso e Paolo Zucchetti batteria ha sublimato la platea con una riproposizione di Standards, vedi <em>Body and Soul</em> e <em>Nostalgia in Time Square</em>, dove le sapienti movenze swing, inebrianti, unite alla grande tessitura ritmico-armonica hanno caratterizzato la loro emozionante performance.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Maestoso <strong>Maurizio Urbani</strong>, che ospite della serata, in ricordo del fratello Massimo, nella quale sono stati proiettati alcuni spezzoni del documentario di <strong>Paolo Colangeli</strong>, <em>Musica nella Fabbrica Abbandonata </em>dove, il genio musicale Massimo si racconta, si &egrave; unito alla feschezza delle giovani leve, nei standards LadyBird di Tadd Damerini e Blues March di Art Blakey, impreziosendo con le sue calde e sferzanti sax-addiction le generose dinamiche di un godurioso flusso performativo.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Quindi&hellip;Greg Burk invaders, con il suo avorio sinaptico, ha soggiogato in un vortice ad alto magnetismo le avide aspettative dell&rsquo;uditorio colmo di grandi appassionati e fans del pianista di Detroit. Il Sound Booking &egrave; una sagace introspettiva tra il materiale di una vita di studi e le sue continue esplorazioni all&rsquo;interno della dimensione Afroamericana, a detta di Greg, perseguendo la sua attuale missione che &egrave; quella di unire &ldquo;Inside&rdquo; e &ldquo;Outside&rdquo; e il brano <em>Step Jump Kick</em> in apertura &egrave; la prova di coalescenti intenzioni tra la sintassi rigorosa della tradizione e la sua attuale prospettiva di ricerca.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Quindi <em>Tonos</em> una dimensione mistica, composizione ispirata alla musica greca e alla concezione dei filosofi stoici che indicavano con il termine tonos la tensione aggregante dell&rsquo;universo, una spettacolare &ldquo;coincidenza&rdquo; che attraverso le illuminanti folgorazioni armoniche con una singolare intromissione del flauto etiope washint di Greg e le cerebrali costruzioni ritmiche di <strong>J.B. Arnold</strong>, nipote del grande compositore H. Carmichael, uno dei personaggi chiave della storia del Jazz, famoso per Georgia on my mind e Sturdust, alla batteria e <strong>Jonathan Robinson</strong> al contrabbasso, fanno vivere alla platea momenti di pura catarsi.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">A seguire un omaggio al grande George Russel, figura sontuosa, che con The Lydian Chromatic Concept of Tonal Organization ha introdotto nel Jazz l&rsquo;improvvisazione modale come risulta nel capolavoro di Miles Davis &ldquo;Kind of Blue&rdquo;, partorito in connubio con Robinson, ai tempi della Massachussets University, dove i due erano compagni nella classe di Revolutionary Afroamerican Studies, allievi di Archie Shepp, grande intensit&agrave; per essere un compito di composizione. Onirica e disorientate la Suite composta da <em>Look to the Neutrino</em> e <em>Look to Asteroid</em> dove le intromissioni del Moog, artefatti ultra-terreni, dei grigi sonagli di Burk, enfatizzano il grande dialogo tra il pianista del Michigan e J.B. Arnold il drum-maker dalle geniali concezioni poliritmiche. Il loro incontrarsi in determinate sequenze del brano in modo da creare cicli ritmici, simili a quelli della musica africana &egrave; di un&rsquo; instabile coinvolgimento caldo e di alta valenza cromatica. A Burk Supreme!!!</div>
<div align="justify"><font color="#ff6600"><strong>::&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; ::&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; ::&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; ::&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; ::</strong></font></div>
<div align="justify"><strong><font color="#ff6600">VIDEO</font></strong></div>
<div align="justify"><strong>jazzup - New Generation_1parte &gt; </strong><font color="#800080"><a target="_blank" href="http://www.youtube.com/watch?v=pgFaCEhk004">http://www.youtube.com/watch?v=pgFaCEhk004</a></font>&nbsp;<br />
<font color="#800080"><strong><font color="#000000" size="2">jazzup - New Generation_2parte</font></strong>&nbsp;&nbsp;<a target="_blank" href="http://www.youtube.com/watch?v=ppgP2QRmPr0&amp;feature=related">http://www.youtube.com/watch?v=ppgP2QRmPr0&amp;feature=related</a></font></div><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/camilla-battaglia-4tet-amp-greg-burk-trio-live-jazzup-festival-2010-viterbo-4680.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.beatbopalula.it/public/post/camilla-battaglia-4tet-amp-greg-burk-trio-live-jazzup-festival-2010-viterbo-4680.asp</guid>
	<dc:date>2010-08-31T07:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Daniele Camerlengo</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Melissa Auf der Maur [live]]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify"><br />
Davvero interessante, ancora una volta, la programmazione di fine estate che l&rsquo;Estragon e il suo staff ci propongono mettendo il bollino &ldquo;alta qualit&agrave;&rdquo; rispetto agli anni precedenti, con ospiti d&rsquo;eccellenza come <strong>Melissa Auf der Maur</strong>, sinuosa e adrenalinica.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">La presentazione &egrave; corredata dal&nbsp;cortometraggio del nuovo disco <strong><em>Out of minds</em></strong> e la&nbsp;musica&nbsp;&egrave;&nbsp;la miglior compagnia che Melissa potesse attribuire alle immagini particolari e insolite. Dopo&nbsp;venti minuti&nbsp;parte il concerto,&nbsp;una bomba a miccia corta, tanto corta che i watt in pochi attimi si sentono e ci investono con tutto il carattere dello stile di Melissa e dei suoi fidatissimi musicisti.&nbsp;La cantante si presenta con un look da gatta sul palco, e da subito le movenze incantano insieme al brano <em>Lightning </em>che registra una progressione dei volumi da mozzare il fiato che implicitamente aumenta ed esagera le dinamiche della canzone. Le note insolite che toccano le corde vocali di Melissa ci lasciano particolarmente affascinati per le scelte fatte, specie se poi queste opzioni si sposano benissimo con le chitarre graffianti e aggressive dei due giocolieri delle distorsioni che fronteggiano il palco insieme alla nostra regina.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">La bassista ex Hole e Smashing Pumpkins si destreggia benissimo nelle movenze, facendo di questa attitudine alla teatralit&agrave; un&rsquo;arma vincente e convincente in&nbsp;<em>Lead Horse </em>e <em>Taste you</em> coinvolgendo il pubblico molto caloroso e ricettivo. Le influenze sono tante, si sentono persino punte di chillout e minimal che poi rapidamente si mescolano al rock dark e pisichedelico (colonna portante della band) in brani&nbsp;come <em>One thousand eyes</em>.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Sexy e seducente nelle introduzioni dei brani, Melissa si fa rispettare come leader anche quando non canta, rivelandosi simpatica ed elegante. Il basso che impugna &egrave; spesso la continuazione della ninfa, esalta il suo garbo&nbsp;contrapponendolo al&nbsp;sound ruvido e violento delle sue canzoni. Cos&igrave; emerge il modo di interpretare la musica della bassista con pi&ugrave; precisione, invitando chi ascolta a fare un percorso autoriflessivo e invogliando allo sfogo di emozioni che spesso teniamo represse.&nbsp;Nello show c&rsquo;e&rsquo; spazio anche per un paio di cover, quella si Sonny and Cher con la canzone <em>Bang bang </em>e la speciale dedica a Peter Steele (Type O Negative) con la cover dei Black Sabbath <em>Paranoid</em>.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Niente &egrave; lasciato al caso, anche le cover sembrano essere state studiate per lei in maniera impeccabile, il concerto &egrave; di forte impatto, ruvido a tratti, utilizzando le frequenze pi&ugrave; feroci e difficilmente descrivibili a parole. Un&rsquo;ora e venti minuti che lasciano graffiati i muri dell&rsquo;Estragon per la personalit&agrave; e l&rsquo;impatto sonoro proposti da questa&nbsp;grande artista&nbsp;che&nbsp;non fa rimpiangere&nbsp;l'energia degli&nbsp;Smashing Pumpkins.</div>
<div align="justify"><strong><font color="#000000">::&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; ::&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; ::&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; ::&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; ::</font></strong></div>
<div align="justify"><strong><font color="#ff6600">Set-list</font></strong></div>
<div align="justify">Heart beat</div>
<div align="justify">Lightning</div>
<div align="justify">Real a lie</div>
<div align="justify">Isis speaks</div>
<div align="justify">Lead Horse</div>
<div align="justify">Taste you</div>
<div align="justify">I need I want I will</div>
<div align="justify">Out of our minds</div>
<div align="justify">Over power that</div>
<div align="justify">Meet me on the dark side</div>
<div align="justify">1000 eyes</div>
<div align="justify">22 below</div>
<div align="justify">Bang Bang</div>
<div align="justify">Paranoid<br />
Followed the waves</div><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/melissa-auf-der-maur-live-estragon-summer-festival-bologna-4679.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.beatbopalula.it/public/post/melissa-auf-der-maur-live-estragon-summer-festival-bologna-4679.asp</guid>
	<dc:date>2010-08-31T07:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Claudio Colombis</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Almamegretta - Didn't Leave Nobody]]></title>
	<description><![CDATA[<br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/almamegretta-didn-t-leave-nobody--4671.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.beatbopalula.it/public/post/almamegretta-didn-t-leave-nobody--4671.asp</guid>
	<dc:date>2010-08-30T12:59:51+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giorgio Pezzanera</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Chaka Khan [live]]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify"><br />
L’attesa si &egrave; placata, l’arsura di musica nera si &egrave; pacificata con lo spirito; la Black Queen del Soul, <strong>Chaka Khan</strong>, &egrave; qui in questa bollente serata del <strong>Narni Black Festival</strong>, che ogni anno che si rispetti tramuta l’ambizione in realt&agrave;, e questa divinit&agrave; dell’Illinois fa tremare Piazza dei Priori e la massa di spettatori con il ritmo, la dolcezza e la bellezza di una regina incontrastata.</div>
<div align="justify"> </div>
<div align="justify">Elegantissima, la Khan da subito energia e positivit&agrave; in un concerto che rimarr&agrave; negli annali, un set brioso e magnifico che solo gli artisti di colore sanno dare; musica di fede, anima e passione in un mix universale di radici e sconfinamenti, soul, funky, nu-soul e R&B, jazz, hip hop che s’incrociano, danzano, s’inchinano per poi rimanere sospesi nell’aria del mito.</div>
<div align="justify"> </div>
<div align="justify">Il Direttore artistico del Festival, <strong>Silvano Menichelli</strong>, grande anfitrione del NBF, anche in quest’edizione &egrave; riuscito a portare il meglio di quell’americaneit&agrave; color fumo che ha fatto storia e leggenda, e la Khan &egrave; qui per testimoniarne la grandezza di questa musica eterna. Il pubblico applaude, tiene il ritmo e qualcuno si lancia in accentuati passi di dance anni 70/80 quando dalla voce dell’artista americana partono le note dei suoi grandi successi che hanno scalato le classifiche mondiali per anni; scorrono come fiumi in piena brani celeberrimi come <em><strong>I feel for you and through the fire</strong>, <strong>I’m every woman</strong></em>, <em><strong>Love me steel</strong></em>, <em><strong>I feel for you</strong></em>, <em><strong>Fate</strong></em>, <em><strong>Eye to eye</strong></em>, <em><strong>Super life</strong></em>, <em><strong>Crazy</strong></em> e tante altre frizzanti melodie.</div>
<div align="justify"> </div>
<div align="justify">Una magnifica serata in preda di ricordi e atmosfere cariche di voglia di ballare, di cantare quello che la Khan invita a riconoscere tra i pi&ugrave; attempatelli e conoscere tra le nuove leve, e la baldoria si fa man mano, che le canzoni arrivano, festante e spensierata, come i musicisti che sul palco danno uno spettacolo di numeri esemplari di professionismo e classe da vendere.<br />
<br />
Non serve molto dilungarsi in parole e concetti per dare conto di un concerto come questo, lei, la regina per eccellenza del soul da il meglio di s&eacute; e della storia che si porta dietro, la folla &egrave; eccitata al massimo, il Narni Black Festival incassa un nuovo successo e chi non c’era si &egrave; perso un evento che difficilmente potr&agrave; immaginare; la scena Narnese ha ospitato una luminosissima stella che seguita ad illuminare l’immensa passionalit&agrave; del sound nero.</div><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/chaka-khan-live-piazza-dei-priori-narni-4617.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.beatbopalula.it/public/post/chaka-khan-live-piazza-dei-priori-narni-4617.asp</guid>
	<dc:date>2010-08-28T10:21:40+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Benjamin Hoopper</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Bianco, Rosso &amp; Blues [beat tour]]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify"><br />
Dieci appuntamenti, tutti i sabati, dal 28 agosto al 30 ottobre, in cui i profumi e i sapori della stagione del vino e dei&nbsp;prodotti tipici del Trasimeno e dell&rsquo;Umbria si associano alle atmosfere musicali che caratterizzano Trasimeno Blues. La rassegna <strong><font color="#ff6600">Bianco, Rosso e Blues</font></strong>&nbsp;(<strong><a target="_blank" href="http://www.trasimenoblues.it/concerti.php?m=brb">programma</a></strong>) torna ad allietare le serate autunnali all&rsquo;insegna del buon vino e della buona musica.<br />
<br />
Grazie al sodalizio di Trasimeno Blues con La Strada del Vino dei Colli del Trasimeno, le strade del Vino e del Blues si incrociano, secondo una formula itinerante che immerge il pubblico&nbsp;in contesti storico&ndash;artistici di grande valore culturale quali musei, teatri, palazzi storici e castelli. La musica si fonde con le eccellenze enogastronomiche locali immergendo i partecipanti in contesti suggestivi e affascinanti in localit&agrave; diverse nella provincia di Perugia.<br />
<br />
<strong><font color="#ff6600">IL PROGRAMMA</font></strong><br />
Nel fascino dei Palazzi dei Della Corgna di Citt&agrave; della Pieve e Castiglione del Lago, nella suggestione del Castello della Pieve del Vescovo di Corciano o della Torre dei Lambardi a Magione, nelle splendide piazzette di Paciano, Panicale e Tuoro, in luoghi colmi di storia come il Museo del Vetro di Piegaro, il Palazzo Malizia di Torgiano o la Rocca Medievale di Passignano, risuoneranno le note affascinanti e coinvolgenti della musica Soul, Blues, Jazz e Folk di <strong>Fabrizio Poggi &amp; Chicken Mambo</strong>, <strong>Raphael Gualazzi Band</strong>, <strong>Herbie Goins &amp; Davide Pannozzo</strong>, <strong>Tia Architto Trio</strong>, <strong>Francesco Piu Trio</strong>, <strong>Veronica &amp; The Red Wine Serenaders</strong>, <strong>Elisabeth Cutler</strong>, <strong>Awa Li</strong>, <strong>Dago Red</strong>, <strong>Kozmic Blues</strong>, <strong>The Black Sheep Duo</strong>.<br />
<br />
Protagonisti delle serate saranno dunque i luoghi, gli artisti ed i vini. A sostenere questo connubio ricche tavole imbandite di prodotti locali tradizionali, con la volont&agrave; di promuovere l&rsquo;inusuale incontro tra convivialit&agrave; ed arte. A guidare gli appassionati alla scoperta dei sapori del Trasimeno esperti giornalisti e food writers tra cui Rita Boini e Antonio Boco. Un&rsquo;occasione unica per &ldquo;assaporare&rdquo; le atmosfere romantiche che offre il Trasimeno durante la stagione autunnale, con i suoi tramonti unici, i suoi profumi, i suoi colori, cornice ideale per la musica che proviene dall&rsquo;anima.<br />
<br />
<strong><font color="#ff6600">Bianco, Rosso &amp; Blues - 2010</font></strong><br />
<a target="_blank" href="http://www.trasimenoblues.it/festival.php?m=brb">www.trasimenoblues.it/festival.php?m=brb</a></p><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/bianco-rosso-amp-blues-beat-tour-lago-trasimeno-umbria-4616.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.beatbopalula.it/public/post/bianco-rosso-amp-blues-beat-tour-lago-trasimeno-umbria-4616.asp</guid>
	<dc:date>2010-08-27T09:21:14+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giorgio Pezzanera</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[XII Mostra Internazionale di Architettura]]></title>
	<description><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><font size="2"><br />
Venezia ospita la </font><font size="2"><strong>XII</strong></font><font size="2"><strong> Mostra Internazionale di Architettura</strong></font><font size="2">, ossia la </font><font size="2"><strong>Biennale</strong></font><font size="2"> dell'arte del costruire, diretta dalla nuova direttrice, la giapponese Kazuyo Sejima, e intitolata </font><font size="2"><em><strong>People Meet In Architecture</strong></em></font><font size="2">.<br />
<br />
</font><font size="2">Due i progetti di punta previsti per la 12ma Mostra: i </font><font size="2"><em>Sabati dell&rsquo;Architettura</em></font><font size="2"> (conversazioni, performance e momenti di discussione settimanali con architetti, critici e personalit&agrave;) e l&rsquo;ampliamento del coinvolgimento delle Universit&agrave; (programmi di visita alla Mostra che costituiranno un momento formativo per gli studenti di Architettura, Ingegneria, Design, Comunicazione).<br />
<br />
</font><font color="#ff6600" size="2"><strong>La mostra</strong></font><font size="2">: <strong><a target="_blank" href="http://www.labiennale.org/it/architettura">www.labiennale.org/it/architettura</a></strong></font></div><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/xii-mostra-internazionale-di-architettura-venezia-3362.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.beatbopalula.it/public/post/xii-mostra-internazionale-di-architettura-venezia-3362.asp</guid>
	<dc:date>2010-08-27T07:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giorgio Pezzanera</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Gogol Bordello [live]]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify"><br />
<strong>L&rsquo;Umbria Folk Festival di Orvieto</strong> chiude i battenti con un vero &ldquo;attentato dinamitardo sonoro&rdquo;, una fibrillazione a tempo che manda in delirio e brodo di giuggiole il &ldquo;pubblicone&rdquo; accorso in Piazza del Popolo tutto per loro, i <strong>Gogol Bordello</strong> di <strong>Eugene Huntz</strong>, la scalmanata band americana che ha messo a tappeto ogni resistenza fisica impegnata a saltare e rimbalzare al ritmo infuocato del loro gipsy-punk.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Ondate balcaniche, gitane, folkerismi etno-rock, il violino impazzito di <strong>Sergey Rjabtzev</strong>, il carisma di Huntz e il resto coloratissimo della band non hanno tradito le emozioni e la voglia di prendere a pugni la vita per lasciarsi andare in un maremoto collettivo di ballo e spensieratezza, mandando al diavolo anche l&rsquo;afoso meteorologico che soffoca da tempo l&rsquo;Umbria.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">E pensare che le forze dell&rsquo;ordine, le autorit&agrave; comunali, e come se non bastasse i commercianti, avevano sparso la voce di barricare le vetrine, non uscire di casa e altre stupidaggini ancora, in quanto avevano &ldquo;previsto&rdquo; una nuova &ldquo;calata di barbari&rdquo;, orde di Unni furibondi che avrebbero messo a ferro e fuoco la citt&agrave;; niente &egrave; successo che un gran successo, una serata stupenda, ricca di motivazioni e ritmo a scalmanarsi senza ritegno, come in preda ad un morso di tarantola.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">L&rsquo;insuperabile vitalit&agrave; della band &egrave; invidiabile, leggerissimi problemi tecnici non hanno inficiato minimamente lo <strong>spettacolo melting</strong> che i Gogol Bordello hanno imbastito in barba anche contro i limiti di volume imposti dalle leggi castranti che ci piovono in testa; tecnicamente unici, Huntz e soci muovono un set che comprende tutte le loro canzoni dei successi discografici, <em>Break spell</em>, <em>Not a</em> <em>crime</em>, <em>Sally,</em> <em>Stop wearning purple</em>, <em>Undestructable</em>, una <em>Santa Marinella</em> - con poco sfumate invettive &ndash; definite liberatorie per molti e blasfeme per altri. Il pubblico si esalta e danza freneticamente, non si pu&ograve; stare fermi un secondo, le leggi della ribellione dettate dal baffone Huntz non si discutono, si eseguono senza battere ciglio, e una miriade di corpi sudati pogano, pogano e pogano a sfinimento.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">I componenti dei Gogol Bordello sembrano <strong>folletti invasati, zingari silvestri che urlano</strong>, giocano e inveiscono slogan e una padronanza di linguaggio che trasforma un semplice concerto in una divina messinscena &ldquo;rubiconda&rdquo; che esplode ad ogni nota, cambi ritmo e appassionati bridges che fanno della voce/parola/messaggio un imperativo gioioso, un additivo pazzesco a travolgere tutto il &ldquo;bel pensiero&rdquo; ipocrita della civit&agrave; moderna.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Uno show &ldquo;tribale&rdquo; che il festival di Orvieto abilita alla grande, molti gli incores urlati qua e la, e una citt&agrave; che si era messa paura per nulla; certo l&rsquo;idea di una &ldquo;fantasia al potere&rdquo; ha sempre fatto rabbrividire il cultori del &ldquo;bacchettonismo&rdquo;, ma questi zingari sul palco e quelli sotto hanno dato un esempio di civilt&agrave; &ldquo;alternativa&rdquo; fantastica, casinara, ma leale; a fine spettacolo, in chiusura di questa travolgente esperienza <strong>Eugene Hutz</strong>, <strong>Sergey Rjabtzev</strong>, <strong>Yuri Lemeshev</strong>, <strong>Oren Kaplan</strong>, <strong>Thomas &ldquo;Tommi T&rdquo; Gobena,</strong> <strong>Eliot Ferguson</strong>, <strong>Pamela Jintana Racine</strong>, <strong>Elizabeth Chi-Wei Sun</strong> e <strong>Pedro Erazo </strong>salutano il pubblico oramai ostaggio del ritmo serrato e della felicit&agrave; di una notte infuocata, mentre i fautori dell&rsquo;ordine pubblico cercano di smorzare l&rsquo;imbecillit&agrave; di un &ldquo;pensiero borghese&rdquo; che quando finalmente finir&agrave; di essere sar&agrave; comunque sempre molto tardi.<br />
Gogol Bordello Unni ? A noi le &ldquo;invasioni barbariche&rdquo; ci piacciono assai!</div><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/gogol-bordello-live-piazza-del-popolo-orvieto-4615.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.beatbopalula.it/public/post/gogol-bordello-live-piazza-del-popolo-orvieto-4615.asp</guid>
	<dc:date>2010-08-27T07:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Massimo Sannella</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Metarock 2010 si allunga di un giorno]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify">Dal 9 al 12 settembre&nbsp;la 25&deg; Edizione del Festival&nbsp;a Pisa.&nbsp;Nel cast entrano Sud Sound System e Nina Zilli.&nbsp;Si allunga di un giorno (fino a Domenica 12 Settembre) la venticinquesima edizione del Metarock 2010 con l&rsquo;ingresso nel cast di Nina Zilli e dei Sud Sound System. Metarock si terr&agrave; pertanto dal 9 al 12 settembre al Parco la Cittadella in Piazza Terzanaia a Pisa. In quattro giornate, nella citt&agrave; Toscana, si esibiranno alcuni tra i migliori artisti del panorama musicale italiano indipendente. Teatro degli Orrori, Baustelle e Perturbazione animeranno la serata del 9 settembre aprendo ufficialmente il Festival (prima di loro Samuel Katarro e La Fame di Camilla). La serata del 10 settembre sar&agrave; dedicata a Piero Ciampi nel trentennale della sua scomparsa e vedr&agrave; alternarsi sul palco Working Vibes, Gatti M&eacute;zzi, Brunori Sas fino agli headliner Peppe voltarelli e Bandabard&ograve;. L&rsquo;11 settembre Don Diego e Blasted Mechanism apriranno ai live set di Motel Connection e 99 Posse. Chiusura il 12 settembre con il reggae pugliese dei Sud Sound System e la splendida voce dell&rsquo;artista femminile del momento Nina Zilli.&nbsp;<strong><font color="#ff6600">INFO</font></strong>: Ingresso 15&euro;.&nbsp;Prevendite <strong><a target="_blank" href="http://www.metamusic.eu">www.metamusic.eu</a></strong> . Sconti fino al 60% per gli studenti universitari della Regione Toscana.</p><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/metarock-2010-si-allunga-di-un-giorno--4614.asp]]></link>
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	<dc:date>2010-08-20T11:55:55+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giorgio Pezzanera</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[The Stooges [vintage]: The Stooges]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify"><br />
Come avr&agrave; suonato il debutto degli Stooges nel 1969? Facile da immaginare che <em>The Stooges</em> sia stato come un pugno alla bocca dello stomaco per moltissimo ascoltatori. Da allora le cose non sono cambiate.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Durezza partorita da blues chicagoani ed accennata psichedelica di San Francisco. Protopunk in evoluzione come e pi&ugrave; di <em>Helter skelter</em> La (non) giovinezza a Detroit (con quanto poco ha da offrire): la citt&agrave; dei motori sospesa a met&agrave; tra la costa est e tutte le sue esotiche deviazioni, un Canada sonnolento ma non in guerra con il mondo come gli Usa e un Midwest che ha gran poco da regalare. Una citt&agrave; ad incubare la malattia e gli Stooges a mostrarla al mondo. I sessanta come sogno scaduto, i settanta con le loro indicibili violenze a prospettarsi.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Meno di dieci pezzi che non si perdono per strada. <em>1969</em> sinuosa e sferragliante e sono idrocarburi bruciati subito. <em>I wanna be your dog</em> che rispetto alla precedente &egrave; addirittura pi&ugrave; ferrosa e sguaiata e dopo la regina germanica di reediana memoria individua un nuovo stereotipo femminile. <em>We will fall</em> a met&agrave; tra un canto funebre andato a male ed un lentissimo raga-mantra imbevuto di Lsd che nulla allucina saturato com&rsquo;&egrave; dall&rsquo;olio motore di Detroit. Il tutto tra sonorit&agrave; abbozzate ma delineanti, cori profondi quanto replicanti, ed Iggy che con la sua voce guida il tutto, un po&rsquo; come Caron dimonio e chiss&agrave; che anche Pop non abbia occhi di bragia o magari questi li ha John Cale (produttore e musicista aggiunto quando serve) che qui suona la viola.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify"><em>No fun </em>didascalica gi&agrave; dal titolo, macinante nel suo immobilismo che implode in s&eacute; stessa per troppa ribellione e frustrazione unite a demolire l&rsquo;animo umano di un ventenne che non ha nessun divertimento nel 1969 negli Stati Uniti. <em>Real cool time</em> la canzone che si dimena pi&ugrave; di tutte. <em>Ann </em>della serie un pezzo d&rsquo;amore ci sta sempre, questo nella fattispecie duro, fragoroso e metallico dolorosamente allucinato nell&rsquo;interpretazione (esiti) piuttosto che nel testo (intenzioni). Mentre <em>Not right</em> &egrave; scandita da una ritmica monstre eppur lineare intersecata da riff urticanti e violenti capaci di frustrare l&rsquo;ascoltatore. <em>Little doll</em> che rende ogni ascoltatore cavaliere elettrico essendo una lunga cavalcata sul dorsale dell&rsquo;elettricit&agrave;.<br />
<br />
Uno dopo l&rsquo;altro i pezzi di Iggy e i ragazzi (i fratelli Asheton, Ron alla chitarra e Scott alla batteria, Dave Alexander al basso) scivolano lasciando ematomi che non vanno via nemmeno dopo decenni. Meno male.</div><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/the-stooges-vintage-4613.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.beatbopalula.it/public/post/the-stooges-vintage-4613.asp</guid>
	<dc:date>2010-08-20T07:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Pierangelo Rubin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Goran Bregovic [live]]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify"><br />
San Lorenzo o non San Lorenzo, stelle o non stelle, qui a Perugia lo &ldquo;stellone cadente&rdquo; frenetico dei ritmi e del folclore balcanico si &egrave; fatto sentire, eccome!!</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify"><strong>Goran Bregovic</strong> e la sua <strong>Wedding &amp; Funeral Band</strong> hanno incantato, scatenato, letteralmente &ldquo;imbizzarrito&rdquo; una folla ondeggiante e convulsa che per due ore ha invaso &ndash; all&rsquo;interno del festival <strong>Farenight </strong>- Piazza IV Novembre e potuto provare una specie di &ldquo;ballo di San Vito differente&rdquo; originariamente proveniente da molto vicino la nostra penisola; due ore in compagnia di questo grande artista, domatore e funambolo di bianco vestito, elegantissimo, circondato da un frastuono festante di fiati gitani, bassotube e tromboni e in compagnia di due floride ragazze bulgare, strette nei loro costumi tipici, che hanno cantato e tenuto il ritmo, o meglio, la &ldquo;diavoleria&rdquo; contaminata di musiche contenuta nel suo ultimissimo album <strong><em>Alkohol: Rakija e Champagne</em></strong>.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Salti, balzi, folk e tecnologia al servizio di un concerto inconfondibile, all&rsquo;insegna della &ldquo;non frontiera&rdquo; e della fusione d&rsquo;anime e corpi, musiche da matrimoni e da funerali, uniti &ndash; come il destino del genere umano &ndash; nella rappresentazione tragicomica dell&rsquo;esistenza, in cui il divertimento e il silenzio sono concatenati in una stretta rigenerativa, naturale.</div>
<div align="justify">Questa mirabile notte di zingari in festa, questo musicista serbo, ride, sorride e da il via al suo piccolo esercito sonante che gonfia le guance e soffia dentro trombe e tromboni dalle fattezze curiose e ante-guerra, guizzi e pirotecnie tradizionali tra corni di bue e chitarra elettrica, che vanno a fondersi anche in mezzo alla folla, in una curiosissima processione folk che va a congiungersi sopra il grande palco nella piazza per dare fuoco a questa pazza e meravigliosa magia.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Goran Bregovic &egrave; in gran forma, non si ferma un attimo, e nella nostra mente ripassano tutte le sequenze indimenticabili di <strong><em>Underground</em></strong> di <strong>Emir Kusturica</strong>, quelle trame ballerine, tragiche e al tempo stesso sacre, sacre di quel fuoco immacolato di semplicit&agrave; e furore; un gruppo sonoro molto affiatato e coeso, delinquente e inebriante, che ha torturato gambe e piedi di un pubblico affamato delle note gitane di questa orchestra che pare non avere limiti fisici, seguita a soffiare in quelle trombe da vecchia fanfara ottocentesca e fa scaldare animi sopiti.<br />
<br />
Tutto finisce, ma niente si acquieta, si ritorna a casa come in un galoppo squinternato, fieri di aver assistito non solo ad un concerto, ma anche ad una sana lezione di ginnastica notturna che ha fatto saltare di gioia tutti, meno le stelle cadenti che volevano regnare sulla scena e che per una volta tanto nessuno se le &egrave; filate.</div><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/goran-bregovic-live-piazza-iv-novembre-perugia-4612.asp]]></link>
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	<dc:date>2010-08-13T07:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Massimo Sannella</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Oasis - Be here now [rewind]]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify"><em><br />
&ldquo;Mi faccio una pista di cocaina ogni quaranta minuti</em>&rdquo;. Parola di Noel Gallagher.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Dopo <em>Definitely maybe</em> e <em>(Wts)mg?</em> le aspettative e le pressioni (in prima battuta dell&rsquo;intera Gran Bretagna) verso gli Oasis (pardon verso Noel Gallagher) furono enormi. Il concerto di Knebworth (250 mila presenze e 2,5 milioni di persone che cercarono i ticket), le vendite astronomiche ed i picchi artistici degli album precedenti ingolosirono tutto il popolo di sua maest&agrave; e tutti coloro che preferivano ascoltare oltremanica piuttosto che oltreoceano.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Non sufficientemente preparati al megasuccesso planetario che li aveva centrati, i componenti della band si diedero alla pazza gioia e trovarono nella cocaina un&rsquo;alleata preziosa che scorse a fiumi (in questo periodo Noel paragon&ograve; la sua frequenza d&rsquo;uso di cocaina alla medesima cadenza con cui beveva the). Inoltre i litigi tra i fratelli come sempre non mancarono. Le registrazioni non migliorarono il clima, infatti per comportamento scorretto la band fu bandita da Abbey Road per quasi dieci anni. Strafatto di cocaina ed incazzato col fratello per la maggior parte del tempo, a Noel Gallagher parse un&rsquo;ottima idea strasolidificare il suono del disco imponendo muri chitarrisitici ipercompatti nient&rsquo;affatto morbidi e lievi.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Le idee (leggasi anche melodie) ci sono tutte (ottimi accordi anche e testi) ma naufragano in un magma chitarristico. E cos&igrave; <em>Magic pie</em> affonda a colpi ripetuti di sei corde, e se <em>My big mouth</em> e <em>I hope, I think, I know</em> appaiono inesorabilmente delle <em>Roll with it</em> minori e scevre di immediatezza lo si deve proprio ad una sovrabbondanza chitarristica e ad una iperproduzione aborrita fin l&igrave; dal Gallagher maggiore negli album antecedenti. Meglio risultano le idee di <em>The girl in the dirty shirt</em> e <em>Fade in-out</em> (qui ospite alla chitarra Johnny Depp).</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">C&rsquo;&egrave; comunque spazio per capolavori difficilmente dimenticabili. <em>Don&rsquo;t go away</em> (la migliore dell&rsquo;intero lotto), <em>Stand by me</em> (un filino pi&ugrave; corta avrebbe avuto le stimmate dell&rsquo;immortalit&agrave;) e <em>D&rsquo;you know what I mean?</em> che certo non &egrave; semplice e accattivante come <em>Live forever</em>, ma riesce a proporre un suono molto pi&ugrave; costruito (svariati minuti di feedback audio, wah-wah in replica ed un campionamento di batteria) ed artificiale (presenti persino suoni morse) pur conservando un alone di unicit&agrave;, risultando cos&igrave; essere l&rsquo;ideale ponte verso <em>Standing on the shoulders of giants</em>, disco successivo nel quale la band laver&agrave; i panni in un oriente elettronicheggiante. Archetipo dell&rsquo;album il pezzo omonimo. Citazione beatlesiana in <em>All round the world</em>, epica eppure magniloquente.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">E cos&igrave; l&rsquo;album manc&ograve; l&rsquo;aggancio all&rsquo;eternit&agrave;, anche se non esiste un solo fan degli Oasis che possa farne a meno. &laquo;<em>So gi&agrave; di che parler&agrave; il terzo album e ho gi&agrave; deciso la copertina, il titolo, le canzoni, il suono</em>&raquo; disse ad inizio carriera Noel Gallagher. Calcolando che non ha inserito nessuna traccia del disco nella raccolta da lui stesso compilata, <em>Stop the clocks</em>, e che imputa a <em>Be here now</em> eccessiva durata, testi non adeguati e troppi riff, o la sua idea di partenza col tempo lo ha deluso oppure la cocaina al dunque l&rsquo;ha corrotta.<br />
<em><br />
&ldquo;Quereler&ograve; chiunque abbia detto che mi faccio una pista di cocaina ogni quaranta minuti&rdquo;</em>. Sempre Noel Gallagher.</div><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/oasis-be-here-now-rewind--4598.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.beatbopalula.it/public/post/oasis-be-here-now-rewind--4598.asp</guid>
	<dc:date>2010-08-13T07:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Pierangelo Rubin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Chuck Berry + Wanda Jackson [live]]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify"><br />
Se c'&egrave; un festival che merita considerazione in Italia e che non perde mai un colpo anno dopo anno &egrave; sicuramente il <strong>Jamboree</strong> di Senigallia. Questa volta si sono fatte le cose in grande e gli ospiti d'onore sono all&rsquo;altezza di tale importante veste.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Qui si parla della storia cari amici, non ci sono due artisti qualsiasi per il venerd&igrave; di gala del festival, bens&igrave; coloro che hanno influenzato il rock n' roll in tutte le sue sfumature, dal rockabilly al metal, passando per tutte le mode e le tendenze di questi ultimi 50 anni tramite un'anima inossidabile fatta di note e storie che resistono nel tempo, narrate ancora magistralmente come fosse la prima volta.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Ad aprire la serata di punta nel magnifico scenario del foro annonario di Senigallia &egrave; <strong>Wanda Jackson</strong>, c'&egrave; una variopinta e vivace rappresentanza di rockers composta da giovani ed aspiranti rockabilly con il ciuffo in bella vista ed occhialoni spessi alla Buddy Holly, giovanotti di mezza et&agrave; con camicie hawaiiane, graziose pin-up con lunghe code di cavallo e colorate collane di fiori, ma anche metallari cappelloni con le magliette dei Motorhead.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Wanda &egrave; accompagnata per l'occasione dagli italianissimi <strong>Goodfellas</strong>, band che si &egrave; creata un discreto seguito nell'ambiente rockabilly/swing internazionale grazie anche alle numerose collaborazioni durante la loro quasi ventennale carriera. Purtroppo la regina Wanda non inizia molto bene, sbaglia attacco, ha problemi con il microfono, ma la band gioca di mestiere e la riporta subito sulla retta via, il resto &egrave; ormai storia, tutto fila finalmente liscio e il pubblico comincia a scaldarsi ballando e piroettando nella fresca (anche troppo) serata d'agosto.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Una performance di un'ora che accontenta gli spettatori e che fa da rampa di lancio per l'arrivo del grande Chuck. Dopo una pausa, con il Dj che continua a far ballare i presenti e i dovuti cambi di strumentazione ecco che arriva il momento che tutti stavano aspettando dal tardo pomeriggio e in un boato assordante entra il vecchio <strong>Berry</strong>, con una camicia rossa piena di strass luccicanti e con quel cappello con cui sembra dire alla folla &ldquo;Hey, sono ancora io il capitano della nave del rock n' roll!&rdquo;.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">84 anni suonati e una voglia di divertirsi che lascia esterefatti, tutti ballano e tutti sanno le sue canzoni pi&ugrave; famose: <strong><em>R<span>oll over Beethoven</span></em></strong><em>, <strong>Maybelline</strong>, <strong>School days</strong>, <strong>Carol</strong>, <strong>You never can tell</strong>, <strong>Back in the U.S.A</strong></em>; la mano non &egrave; pi&ugrave; quella di una volta e la voce non ha pi&ugrave; quel tono da giovane irrequieto con una spiccata tendenza a delinquere che lo ha sempre contraddistinto nella sua grandissima carriera, ma va bene cos&igrave;.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Che cosa si pu&ograve; chiedere di pi&ugrave; al grande <strong>principe del rock n' roll</strong>? (dato che il titolo di re rimane a Elvis), colui che pi&ugrave; di 50 anni fa ha inventato la scala pentatonica &ldquo;double-stop&rdquo; su cui si fonda, a detta di molti, tutta la tecnica chitarristica rock, forse una cosa, una miserabile e unica richiesta fatta da tutti i presenti del foro annonario a gran voce: <strong><em>Johnny be good!Johnny be good!</em></strong>, ma con il grande stupore Chuck se ne va lasciando un po&rsquo; l'amaro in bocca a chi stava gi&agrave; assaporando il famoso riff iniziale del suo pezzo pi&ugrave; famoso, quello con cui si identifica uno spaccato di storia irripetibile e fondamentale per la nascita di un genere che anni dopo sarebbe diventato di importanza planetaria e fatto nascere a sua volta generi e sottogeneri che senza questo seme primario non sarebbero mai esistiti.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Il rock non &egrave; stata mai una gara di velocit&agrave; di scale o una questione di chi sona pi&ugrave; o meno bene, ma una questione di chi arriva prima e dopo, di intuizioni geniali e storie vere da raccontare, di good vibrations e sudore, cuore e anima e questa sera tutti noi possiamo dire di aver assistito a uno di quei momenti forti ed irripetibili della storia del rock.<br />
Grazie capitano! E grazie a Senigallia che ospita ogni anno un grande festival fatto di ottima musica.</div><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/chuck-berry-wanda-jackson-live-senigallia-an-4611.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.beatbopalula.it/public/post/chuck-berry-wanda-jackson-live-senigallia-an-4611.asp</guid>
	<dc:date>2010-08-11T07:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Luca Fiorucci</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Plastic Food]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify"><br />
L'installazione di Land Art <strong>&ldquo;Plastic Food&rdquo;</strong>&nbsp;&egrave; l&rsquo;ultima di una serie di installazioni iniziata nel 2000 caratterizzate dall&rsquo;utilizzo di materie plastiche.<br />
<br />
Quest&rsquo;opera d&rsquo;arte non &egrave; che un invito ad una passeggiata in un paesaggio futuribile purtroppo presente, che ci sembra distante dalle&nbsp;verdi colline umbre, ma che in realt&agrave; non &egrave; poi cos&igrave; lontano. Una riflessione semplice, dobbiamo ridurre la produzione di rifiuti. Non possiamo pi&ugrave; attendere che l&rsquo;inconsapevolezza di un futuro distratto tolga ai nostri figli il quotidiano a noi familiare: passeggiare in un campo con l&rsquo;erba appena tagliata, sentire il leggero profumo delle presse di fieno ci riporta al contatto con la natura e questa deve essere un&rsquo;eredit&agrave; per tutti.<br />
<br />
Camminare attraverso l&rsquo;installazione di Potsy vi proietter&agrave; in un&rsquo;istantanea capace di farvi comprendere la reale disarmonia di un esperienza accanto ai nostri rifiuti quotidiani, macchie di colore fuori tono, abituati come siamo alle solite meravigliose installazioni di operatori agricoli distratti. Un viaggio che vi permetter&agrave; di abbracciare presse diverse di un futuro-presente che nessuno di noi vorrebbe nel proprio giardino.<br />
<br />
<strong><font color="#ff6600">L'artista</font></strong>:&nbsp;<a target="_blank" href="http://www.potsy.it">www.potsy.it</a>&nbsp;<br />
<strong><font color="#ff6600">L'evento su <a target="_blank" href="http://www.facebook.com/notes/monsignori-potsy/plastic-food/418421893516">facebook</a></font></strong></p><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/plastic-food-via-morandi-umbertide-pg-4609.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.beatbopalula.it/public/post/plastic-food-via-morandi-umbertide-pg-4609.asp</guid>
	<dc:date>2010-08-09T15:55:14+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giorgio Pezzanera</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[U2 [live]]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify"><br />
Quando Bono urla &ldquo;It's a beautiful day!&rdquo; il boato dei 45mila dell&rsquo;Olimpico di <strong>Torino</strong> &egrave; come se Del Piero avesse segnato il goal decisivo allo scadere della finale di Champions. Invece &egrave; solo l&rsquo;inizio di un concerto spettacolare unico che va in scena sul <strong>palco pi&ugrave; pesante (180 tonnellate di acciaio) e mastodontico della storia del rock mondiale</strong> fatto apposta per poter seguire lo show a 360 gradi da tutti i lati dello stadio.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">L&rsquo;effetto ipnotico della macchina scenografica &ndash; un ipertecnologico schermo circolare simile ad un cilindro magico dove scorrono planisferi, scritte e orologi animati - messa in piedi per la prima data europea del <strong>360&deg; Tour</strong> dopo lo stop di Berlino per i problemi alla schiena di Bono stordisce. Il live &egrave; un sommo rito collettivo che la folla celebra con un abbraccio epico al quartetto irlandese appena il frontman comincia a passeggiare sulla sterminata pista circolare che circonda il palco dominato dal <strong>gigantesco ragno elettronico-meccanico a 4 zampe</strong> che domina il centro dello stadio illuminandosi come un&rsquo;astronave piombata sul cielo sabaudo direttamente dai piani nobili dell&rsquo;universo rock.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Eppure, malgrado questa cattedrale di sogni, lo shock di effetti speciali e il rutilar di luci, la band ammalia il pubblico con una strumentazione elementare e la &ldquo;solita&rdquo; formazione minimalista: un basso (<strong>Adam Clayton</strong>), una batteria (<strong>Larry Mullen</strong>) e una chitarra (<strong>The Edge</strong>). La voce di <strong>Bono</strong> fa il resto, anche quando fa cantare un <em>Happy Birthday</em> a tutto lo stadio per The Edge, che oggi compie gli anni.</div>
<div align="justify"><strong>&nbsp;</strong></div>
<div align="justify">La serata, due ore e mezza per un totale di 23 brani, mantiene le promesse della grande attesa, infiamma al massimo il pubblico coinvolto da un sapiente mix di brani classici - dall&rsquo;iniziale <strong><em>Beautiful day</em></strong> (dopo l&rsquo;apertura vera e propria con <em>Space Oddity</em> di David Bowie) a <strong><em>Magnificent</em></strong>, una bellissima versione di <strong><em>Miss Sarajevo</em></strong>, cantata in italiano nella parte in origine eseguita da Pavarotti - e pezzi nuovi. La sorpresa sono i due inediti <strong><em>North Star</em></strong>, melodica e romantica storia di pace e di amore eseguita al buio, e <strong><em>Glastonbury</em></strong>, struggente ballata ispirata alla loro mancata partecipazione al celebre festival irlandese in primavera.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Il concerto scorre via scandito da altri gioielli del repertorio U2: <strong><em>Elevation</em></strong>, <strong><em>Until the End of the World</em></strong>, <strong><em>Unforgettable Fire</em></strong> e tanti altri. Finale in crescendo con <strong><em>Sunday Bloody Sunday</em></strong> e <strong><em>Mlk</em></strong>, una ninna nanna dedicata a Martin Luther King durante la quale sul grande cono circolare centrale scorrono le immagini di Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace attualmente agli arresti domiciliari dopo la condanna a 18 mesi di reclusione del governo della Birmania. Toccante anche il passaggio del video con il vescovo Desmond Tutu, che chiede al mondo di lottare per la giustizia e la salute di tutti, e subito dopo parte <strong><em>One</em></strong>.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Il finale &egrave; pazzesco. Intorno a <strong><em>Where the streets have no name</em></strong> gli schermi si colorano di rosso. Poi Bono canta <strong><em>With or without you</em></strong> con la voce spezzata. Sar&agrave; stata la stanchezza, ma l&rsquo;effetto &egrave; ancora pi&ugrave; emozionante. I 45mila dell&rsquo;Olimpico sono in delirio.<br />
<br />
Torino saluta gli U2, ma l&rsquo;Irish Fest <em>made in Italy</em> prevede ancora un&rsquo;altra tappa: <strong>a Roma il prossimo 8 ottobre</strong>, data di chiusura del tour europeo, un altro boato accoglier&agrave; l&rsquo;ingresso della band all&rsquo;Olimpico. Sar&agrave; un&rsquo;altra notte con un&rsquo;altra marea ondeggiante che riempir&agrave; lo stadio.</div><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/u2-live-stadio-olimpico-torino-4607.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.beatbopalula.it/public/post/u2-live-stadio-olimpico-torino-4607.asp</guid>
	<dc:date>2010-08-09T07:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Benjamin Hoopper</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[La felicità costa un gettone]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify"><br />
Contiene anche un vinile il volume di <span>Tiziano Tarli (musicista, storico e conoscitore delle culture giovanili, cantante della rockband Sweepers e polistrumentista del complesso beat Gli Illuminati, gi&agrave; autore di <em>Beat italiano</em> per Castelvecchi e <em>Vesuvio Pop</em> per Arcana) in cui l&rsquo;autore conduce gli appassionati in un viaggio a ritroso nella diffusione dei jukebox, dei flipper e dei blue jeans, tra teddy boys e ragazzi dalle maglie a strisce, attraverso il boom discografico, i balli e le hit parade.</span></div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Tutto ha inizio nella seconda met&agrave; degli anni Cinquanta, quando dagli Stati Uniti arriva anche in Italia una musica dai ritmi frenetici e dai contorcimenti mozzafiato, capace di aprire uno squarcio nuovo, frizzante, oltraggioso e rivoluzionario nelle vite dei ragazzi italiani: il rock&rsquo;n&rsquo;roll.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Sboccia cos&igrave; una nuova generazione che vuole affermare la propria libert&agrave; di parola e di partecipazione. Attraverso i juke box, il cinema e i giubbotti di pelle nascono i protagonisti di un&rsquo;epoca irripetibile per la nostra canzone: Mina, Adriano Celentano, Giorgio Gaber e Clem Sacco.<br />
<br />
llustrato a colori e impreziosito da una <span>ricca biblio-discografica di riferimento e testimonianze, episodi e aneddoti, molti dei quali ancora inediti, sulla storia musicale italiana, il volume passa in rassegna complessi e &ldquo;urlatori&rdquo;, locali come il Santa Tecla di Milano, giornali, riviste, manifestazioni musicali come il Festival del rock&rsquo;n&rsquo;roll, trasmissioni radiotelevisive come &ldquo;Il Musichiere&rdquo; e i film musicarelli.</span></div><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/la-felicita-costa-un-gettone-tiziano-tarli-4596.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.beatbopalula.it/public/post/la-felicita-costa-un-gettone-tiziano-tarli-4596.asp</guid>
	<dc:date>2010-08-09T07:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giorgio Pezzanera</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Gubbio No Borders]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Dall&rsquo;11 al 26 agosto 2010 il centro storico di Gubbio (PG) ospita la nona edizione di &ldquo;Gubbio No Borders&rdquo;, promossa ed organizzata dall&rsquo;Associazione Culturale Gubbio No Borders, in collaborazione con l&rsquo;Amministrazione Comunale della citt&agrave;. Il festival (<strong><a target="_blank" href="http://www.gubbionoborders.it">www.gubbionoborders.it</a></strong>) offre un ricco cartellone composto da undici concerti, due street parades, un incontro di letteratura, un incontro con un cantautore, una mostra d&rsquo;arte plastica, una proiezione cinematografica con presentazione, un workshop di fotografia.<br />
<br />
Tema di GNB 2010 &egrave; l&rsquo;interpretazione, intesa come linguaggio non solo musicale ma anche come rappresentazione narrativa, cinematografica, fotografica e come espressione dell&rsquo;arte.<br />
<br />
La manifestazione eugubina, da sempre coniuga il jazz con altre sensibilit&agrave; e propone sguardi diversi, andando a cercare punti di contatto e contaminazioni in tutti i campi culturali, oltre la musica. Per proporre al meglio questi diversi percorsi, Gubbio No Borders 2010 si avvale di particolari specificit&agrave; rappresentate da musicisti di grande qualit&agrave;, per quanto riguarda il jazz, e di eccellenze, per quel che concerne la letteratura, il cinema, l&rsquo;arte plastica e la fotografia.<br />
<br />
<strong><font color="#ff6600">LE LOCATIONS DEL FESTIVAL</font></strong><br />
<br />
NOBORDERS VILLAGE, &egrave; situato presso l&rsquo;ex Convento di San Pietro ed offre ai suoi spettatori concerti (nel Chiostro grande) e proposte delle sezioni letteratura, arte plastica, cinema e fotografia (Chiostro grande e sale ristrutturate). <br />
<br />
NOBORDERS OFF, emanazione della sezione &ldquo;Terra mia&rdquo;, itinerante, si tiene a Piazza Bosone, Piazza Oderisi, Taverna di Sant&rsquo;Antonio e le vie del centro storico di Gubbio. In queste suggestive cornici si esibiscono giovani musicisti non ancora conosciuti dal grande pubblico. <br />
<br />
<strong><font color="#ff6600">PROTAGONISTI E PROGETTI DELL&rsquo;EDIZIONE 2010</font></strong><br />
<br />
I protagonisti e progetti dell&rsquo;edizione 2010 del festival sono: FELICE CLEMENTE, LUTTE BERG, SHERRITA DURAN, PIPPO MATINO, ANTONELLO SALIS, FABRIZIO BOSSO; le partecipazioni speciali sono MASSIMO MANZI, BEBO FERRA, ROSARIO GIULIANI, JORGE BEZERRA, FABIO ZEPPETELLA. <br />
<br />
Per la sezione &ldquo;Terra mia&rdquo;: JFS TRIBUTE BAND, direzione e arrangiamenti di Giovanni Sannipoli. Tale sezione &egrave; l&rsquo;alveo naturale per la promozione delle migliori progettualit&agrave; del territorio eugubino e pi&ugrave; in generale umbro, attraverso un lavoro costante di ricerca che si concretizza con la proposizione di artisti di talento non ancora pienamente affermati. <br />
<br />
Per la sezione &ldquo;Musica d&rsquo;Autore: &ldquo;TRIBUTO A LUCIO BATTISTI&rdquo; Concerto per sestetto e piccola orchestra; direzione e arrangiamenti di STEFANO MORA; PIA MORA voce, Special Guest FABIO ZEPPETELLA chitarra. <br />
<br />
Per &ldquo;NoBorders Off&rdquo;, si esibiranno B.B. QUARTET, THE BLUE SHAM ROCK and FRIENDS, JEZZEMANI, GIORGIO RICCI. <br />
<br />
Il NOBORDERS VILLAGE, il 21 agosto, alle ore 18, presso il Chiostro di San Pietro, ospiter&agrave; il cantautore eugubino PAOLO BRANCALEONI. Sar&agrave; presentato in anteprima il nuovo cd &ldquo;L&rsquo;Avamposto&rdquo;. <br />
<br />
Per la sezione &ldquo;Letteratura&rdquo; l&rsquo;ospite sar&agrave; MARGHERITA HACK che discuter&agrave; con Anna Buoninsegni del suo libro &ldquo;Libera scienza in libero stato&rdquo; edito da Rizzoli. Sar&agrave; l&rsquo;evento che inaugurer&agrave; l&rsquo;11 agosto il NOBORDERS VILLAGE presso il Chiostro di San Pietro alle ore 21,30. <br />
<br />
La sezione &ldquo;Arti Plastiche&rdquo;, presenta la mostra &quot;Ricadute. Esemplarit&agrave; dell'opera di Aldo Aj&ograve; nell'artigianato artistico contemporaneo&quot; a cura di Cesare Coppari ed Ettore A. Sannipoli. Opere in ceramica di Lucia Angeloni, Eraldo Chiucchi&ugrave;, Enrico Mancini, Giancarlo Scapin, Sandro Soravia, Gianpiero Stacciari. <br />
<br />
La sezione &ldquo;Cinema&rdquo; propone un incontro con WALTER VELTRONI, autore del libro &ldquo;Il disco del mondo&rdquo; (Rizzoli editore) da cui &egrave; stato tratto il film di Riccardo Milani &ldquo;PIANO, SOLO&rdquo; Ricordo di Luca Flores. Ci sar&agrave; anche un contributo video di SIMONE CRISTICCHI. L&rsquo;incontro sar&agrave; condotto da Renato Maria Rogari; a seguire, sar&agrave; proiettato il film. <br />
<br />
La sezione &ldquo;Fotografia&rdquo;, offre un workshop di fotografia dal titolo &ldquo;IMPRONTAJAZZ&rdquo; diretto da LORENZO SCALDAFERRO. Il workshop &egrave; a cura dell&rsquo;Agenzia PHOCUS in collaborazione con PHOTOSTUDIO Gubbio <br />
<br />
Durante tutta la durata del festival, presso il NOBORDERS VILLAGE all&rsquo;ex Convento di San Pietro, &egrave; attivo un bookshop a cura di FOTOLIBRI Gubbio, con vendita di cd dei musicisti presenti nell&rsquo;edizione 2010. <br />
<br />
<strong><font color="#ff6600">NOTIZIE UTILI</font></strong><br />
<br />
<strong>PREZZI DEI BIGLIETTI </strong><br />
Euro 12,00 (intero) &ndash; Euro 10,00 (ridotto fino a 18 anni ed oltre 65 anni) <br />
Euro 15,00 per il concerto con cena alla Taverna di Sant&rsquo;Antonio (19 agosto) <br />
Gli incontri con Margherita Hack e Walter Veltroni sono ad ingresso libero <br />
<br />
<strong>INFORMAZIONI AL PUBBLICO E PREVENDITA BIGLIETTI </strong><br />
Comune di Gubbio - Servizio Turistico Associato <br />
Tel. 075 9220693 Fax 075 9273409 info@iat.gubbio.pg.it <br />
<a target="_blank" href="http://www.gubbio-altochiascio.umbria2000.it">www.gubbio-altochiascio.umbria2000.it</a> &nbsp;- <a target="_blank" href="http://www.comune.gubbio.pg.it">www.comune.gubbio.pg.it</a><br />
<br />
<strong>INFORMAZIONI AL PUBBLICO</strong> <br />
Associazione Maggio Eugubino Tel. 075 9273912 <br />
Associazione Culturale Gubbio No Borders <br />
<a target="_blank" href="http://www.gubbionoborders.it">www.gubbionoborders.it</a> &nbsp;-&nbsp; <a href="mailto:info.noborders@gmail.com">info.noborders@gmail.com</a> <br />
<br />
<strong>PACCHETTI TURISTICI E SOGGIORNI</strong> <br />
Umbria Incoming Service - Tel. 075 5052956 - <a href="mailto:incoming@umbriaincoming.com">incoming@umbriaincoming.com</a> <br />
Urbani Ospitalit&agrave; - Tel. 075 9220753 - <a href="mailto:sporting@urbaniweb.com">sporting@urbaniweb.com</a> <br />
<br />
<strong>UFFICIO STAMPA</strong><br />
Patrizia Cavalletti Comunicazione <br />
Tel. 075 5990443 * Cell. 348 3386855 * <a href="mailto:info@patriziacavalletticomunicazione.it">info@patriziacavalletticomunicazione.it</a></p><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/gubbio-no-borders-gubbio-pg-centro-storico-4582.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.beatbopalula.it/public/post/gubbio-no-borders-gubbio-pg-centro-storico-4582.asp</guid>
	<dc:date>2010-08-09T07:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giorgio Pezzanera</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Strani Giorni [live]]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify"><span style="font-size: 11pt"><br />
L&rsquo;estate romana offre tanti colori e tanti concerti, tanti profumi e moltissime situazioni adatte alla portata di qualsiasi stomaco, qualsiasi cuore e pelle. Ci si ritrova ad ascoltare concerti-duello a pochi passi. L'<em>Aida</em> alle terme di Caracalla per un pubblico di gala, alta bigiotteria e scarpe scomode e a pochi metri il concerto degli <strong>Strani Giorni</strong> al Roma Vintage con jeans, converse e t-shirt.</span></div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify"><span style="font-size: 11pt">Seguiamo volentieri il live di questo gruppo ormai nella scena underground da molto tempo, il power trio affascina sempre e coinvolge e siamo pronti ad ascoltare e minacciarci le mani con un p&ograve; di pop rock ben fatto. Il concerto nel piccolo ma dignitosissimo palco del Roma Vintage inizia un p&ograve; in sordina appunto perch&egrave; &ldquo;i gendarmi&rdquo; non permettono lo sforo di nessun watt che possa disturbare &ldquo;le notti sulle rive del Nilo&rdquo;, si minaccia addirittura la rimozione forzata per qualche decibel di troppo. La batteria non &egrave; amplificata e gli Strani Giorni non hanno potuto fare il sound-check, ma qualcosa mi dice che andr&agrave; tutto alla grande.</span></div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify"><span style="font-size: 11pt">Inizio basso per non svegliare Aida e cani da combattimento con <strong><em>Solo un deja v&ugrave;</em></strong>. Il pubblico &egrave; dei pi&ugrave; affezionati, balla, canta tutti i pezzi e durante la canzone <strong><em>Nella mia rete</em></strong> le fans pi&ugrave; sfegatate tirano fuori uno striscione con scritto &ldquo;siamo cadute nella vostra rete&rdquo;. <strong><em>Brucia la stanza</em></strong> ci fa capire che questo gruppo cos&igrave; affiatato anche in questa situazione cos&igrave; anomala riesce a tirar fuori un buon suono e a gestire il tutto. I ragazzi suonano bene e creano ottime atmosfere tra pop, surf, rock e minimalismo sonore.</span></div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify"><span style="font-size: 11pt">Due cover per tutta la serata, <strong><em>Ma che freddo fa</em></strong>, dove le groupies si scaldano facendo coreografie divertenti, e <strong><em>Monna Lisa</em></strong> di Ivan Graziani. Roberto, voce e chitarra del gruppo, si diverte a mostrare al pubblico un quadro, c'&egrave; Napoleone Bonaparte e inizia a raccontare il furto della Monna Lisa da parte dei francesi. La cover &egrave; molto personalizzata e risulta molto piacevole con un bell'impatto sonoro. Gli Strani Giorni hanno un ottimo groove e basta uno sguardo tra loro per capirsi alla perfezione. Ancora effetti di scena. Roberto ora viene coperto di mantello, collana regale e corona, per <strong><em>Il piccolo re</em></strong><em>,</em> un brano molto soft e rilassante. Si torna al pop pi&ugrave; puro e raffinato con <strong><em>Martello</em></strong> e con <strong><em>Panda stanca</em></strong>.</span></div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify"><span style="font-size: 11pt">Grintosi e carichi, nella seconda parte del concerto nessuno si ricorda pi&ugrave; dell'Aida e il suono diventa sempre pi&ugrave; definito e duro. Il live finisce, ma ricomincia immediatamente (in realt&agrave; Roberto dice &ldquo;risparmiamoci sta finta dei bis&rdquo;) e iniziano a suonare <strong><em>Sento</em></strong> e <strong><em>Tornando a casa</em></strong>. &Egrave; una band che funziona e conosce il fatto suo, sa gestire le situazioni anche difficili. I brani sono molto carini, orecchiabili e non banali, dal vivo hanno quella carica in pi&ugrave; che solo le band affiatate e malate di palco possono avere.</span></div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify"><span style="font-size: 11pt">Gli Strani Giorni sono stati bravissimi e professionali, divertenti, estivi e non curanti della forma dirimpetto. Il live finisce tra gli applausi della gente che si &egrave; fermata li sempre pi&ugrave; numerosa, incuriosita a sentire questo trio che se ne frega dei frac ma tira fuori note da freak. Del resto non ci si poteva aspettare altrimenti, &egrave; stato proprio uno strano giorno, ma ottima musica e professionalit&agrave;. Bravi ragazzi!</span></div>
<div align="justify"><strong><span style="font-size: 11pt">::&nbsp;&nbsp;&nbsp; ::&nbsp;&nbsp;&nbsp; ::&nbsp;&nbsp;&nbsp; ::&nbsp;&nbsp;&nbsp; ::</span></strong></div>
<div align="justify"><strong><span style="font-size: 11pt"><font color="#ff6600">Set-list</font></span></strong></div>
<div align="justify"><span style="font-size: 11pt">Solo un deja vu</span></div>
<div align="justify"><span style="font-size: 11pt">Nella mia rete</span></div>
<div align="justify"><span style="font-size: 11pt">Brucia la stanza</span></div>
<div align="justify"><span style="font-size: 11pt">Ma che freddo f&agrave;</span></div>
<div align="justify"><span style="font-size: 11pt">Cambio idea</span></div>
<div align="justify"><span style="font-size: 11pt">Paranoia</span></div>
<div align="justify"><span style="font-size: 11pt">Un passo avanti</span></div>
<div align="justify"><span style="font-size: 11pt">Flashback</span></div>
<div align="justify"><span style="font-size: 11pt">Monnalisa</span></div>
<div align="justify"><span style="font-size: 11pt">Il piccolo re</span></div>
<div align="justify"><span style="font-size: 11pt">Martello</span></div>
<div align="justify"><span style="font-size: 11pt">Panda stanca</span></div>
<div align="justify"><span style="font-size: 11pt">Sempre la stessa storia</span></div>
<div align="justify"><span style="font-size: 11pt">Nero</span></div>
<div align="justify"><span style="font-size: 11pt">Sento<br />
</span><span style="font-size: 11pt">Tornando a casa</span></div><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/strani-giorni-live-roma-vintage-roma-4608.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.beatbopalula.it/public/post/strani-giorni-live-roma-vintage-roma-4608.asp</guid>
	<dc:date>2010-08-09T06:59:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Patrizio Maria</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[dEUS in concerto]]></title>
	<description><![CDATA[La band belga terr&agrave; uno show a Modena il prossimo 9 settembre. I dEUS tornano a sorpresa in Italia per un'unica imperdibile data nel 2010!

La band belga capitanata dal carismatico Tom Barman sar&agrave; in concerto il 9 settembre presso l'Arena del Sole di Modena, in occasione della Festa Provinciale del PD.

Sar&agrave; un ottimo momento per ascoltare dal vivo alcuni brani inediti tratti dal nuovo disco che il gruppo pubblicher&agrave; a inizio 2011.

Lo show &egrave; a ingresso gratuito.

Per info:
www.indipendente.com<br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/deus-in-concerto--4606.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.beatbopalula.it/public/post/deus-in-concerto--4606.asp</guid>
	<dc:date>2010-08-07T23:54:58+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Massimo Sannella</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Doobie Brothers in Italia]]></title>
	<description><![CDATA[La leggendaria band californinana in concerto a Milano il 24 ottobre. Per la prima volta arrivano in concerto in Italia i Doobie Brothers.

Dopo trent'anni di carriera, la pluripremiata band californiana di "Long Train Running", sar&agrave; finalmente dal vivo anche in nel BelPaese per un'unica imperdibile data, il prossimo 24 ottobre all'Alcatraz di Milano.

Promotori di un singolare  crossover di rock/funky/country/rhythm'n blues risultato di un mix inevitabilmente californiano, il gruppo sar&agrave; protagonista di un concerto che si preannuncia pieno d'energia, in supporto al loro nuovo album "World Gone Crazy" previsto per fine settembre.<br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/doobie-brothers-in-italia--4604.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.beatbopalula.it/public/post/doobie-brothers-in-italia--4604.asp</guid>
	<dc:date>2010-08-07T23:51:53+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Massimo Sannella</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Wyclef Jean presidente]]></title>
	<description><![CDATA[Il cantante si &egrave; candidato alle presidenziali in Haiti .E' ufficiale: Wyclef Jean si &egrave; candidato come presidente di Haiti.

Il frontman dei Fugees ha ufficializzato la sua corsa alle presidenziali, previste per il prossimo 28 novembre. Jean ha potuto presentare la sua candidatura come futuro presidente in quanto natio di Port-au-Prince, capitale di Haiti, anche se da anni risiede a New York.

Inoltre, Wyclef &egrave; anche 'avvantaggiato' dal fatto che il presidente in carica - Rene Preval - non pu&ograve; pi&ugrave; essere rieletto a causa di una legge dello Stato di Haiti.

Il musicista &egrave; da sempre molto impegnato nel sostegno del suo Paese di origine, tramite l'associazione benefica da lui fondata nel 2005, la Yele Haiti Foundation. Gli aiuti si sono intensificati dopo il terribile terremoto che ha colpito la popolazione di Haiti lo scorso gennaio.<br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/wyclef-jean-presidente--4603.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.beatbopalula.it/public/post/wyclef-jean-presidente--4603.asp</guid>
	<dc:date>2010-08-07T23:50:27+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Massimo Sannella</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Beck al lavoro]]></title>
	<description><![CDATA[Il musicista statunitense prepara il seguito di 'Modern Guilt'. Beck &egrave; al lavoro sul suo prossimo disco.

Il noto musicista di Los Angeles ha dichiarato di aver iniziato a preparare il materiale per quello che sar&agrave; il seguito del suo ultimo album - "Modern Guilt" - uscito nel 2008. Da qualche tempo, Beck sta lavorando insieme a Stephen Malkmus, frontman dei Pavement.

Beck non ha ancora le idee chiare su come verr&agrave; distribuito il suo nuovo lavoro, se in formato fisico piuttosto che in digitale. L'unica cosa certa &egrave; che vuole che la sua musica sia "abbastanza buona e non imbarazzante".<br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/beck-al-lavoro--4602.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.beatbopalula.it/public/post/beck-al-lavoro--4602.asp</guid>
	<dc:date>2010-08-07T23:49:07+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Massimo Sannella</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Nuvole... Chitarre e Note – III – [live]]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify"><br />
Dopo tre giorni in un posto come Carovilli ci si sente a casa. Fin dal primissimo pomeriggio &egrave; possibile trovare tutta la lineup del festival, gli organizzatori e gli abitanti del paese seduti al bar accanto al palco. Birre e amari scorrono abbondanti e non si capisce se la festa sia gi&agrave; iniziata o se non sia ancora finita, se duri ininterrottamente dai due giorni precedenti.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">I colori di questa serata sono molto diversi fra loro, cos&igrave; come diversa &egrave; la provenienza degli artisti coinvolti. &Egrave; l&rsquo;ultima serata e viene voglia di continuare ancora: il pubblico &egrave; pi&ugrave; caldo (alle tre del pomeriggio? S&igrave;, alle tre del pomeriggio), sembra di essere entrati appena adesso nel vivo della manifestazione, non si respira affatto l&rsquo;aria da serata di chiusura.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Si apre con <strong>Sandro Joyeux</strong>, rivelazione approdata nella Capitale dopo lunghissimi viaggi in autostop in giro per il mondo. La sua musica respira le suggestioni e i suoni di angoli lontanissimi del pianeta, dal Mali al Salento, dalla Jamaica al Senegal, il tutto amalgamato dalle sfumature della canzone d&rsquo;autore francese in un miscuglio di lingue e suggestioni che cambiano a ogni canzone, nonostante il set resti quasi sempre lo stesso, semplicissimo: voce e due chitarre. In questa occasione alla sua chitarra acustica &ndash; accarezzata o percossa a seconda del brano &ndash; si accompagnano alla chitarra elettrica alternativamente Antonio Ragosta e Carmelo Pipitone (Marta sui Tubi). Il palco si popola con l&rsquo;intervento di Matteo D&rsquo;Inc&agrave; al basso e Roberto Angelini alla steel guitar, il suono si arricchisce ma lo spirito &egrave; immutato e continua ad abbracciare la piazza come fosse il mondo e viceversa.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">La serata prosegue con <strong>Amerigo Verardi e Marco Ancona</strong>, da anni fra gli esponenti pi&ugrave; influenti della scena underground salentina, che si sono fatti conoscere e apprezzare a livello nazionale collaborando con nomi di prima grandezza del panorama indipendente. Il loro suono &egrave; un indie rock contaminato di psichedelia. &Egrave; la tradizione del cantautorato italiano, attento ai testi e alla valenza poetica dei brani, venato da una ricerca sul suono di influenza marcatamente britannica. Un suono elettrico e nervoso eppure elegante, sofisticato.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Il cantautorato &egrave; il filo conduttore di questa prima parte della serata. <strong>Roberto Angelini</strong> si presenta sul palco con il suo set pi&ugrave; scarno: solo voce e chitarra e una selezione emozionante dei suoi brani pi&ugrave; amati. Acustica e intensa, la performance di Angelini ha la grazia dolente di un Nick Drake italiano, che incanta e trasporta. Particolarmente intensa l&rsquo;esecuzione della splendida <em>Dodici Anni</em>, che raramente viene inclusa nei live, ma che rimane una delle preferite dei fans di lungo corso.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">I ritmi si fanno pi&ugrave; intensi con il folk made in Molise della <strong>Riserva Moac</strong>, che in queste zone &egrave; un vero e proprio orgoglio regionale. Pittoreschi nel suono come nell&rsquo;outfit &ndash; il Molise viene accostato alle Highlands scozzesi a suon di kilt e cornamusa &ndash; fondono le radici folkloristiche locali con una formazione rock dal suono pieno e potente. L&rsquo;alternanza di voce maschile e femminile conferisce ai loro brani una potente carica di dinamismo e freschezza, che permette di affrontare testi intensi e intelligenti senza mai perdere un colpo.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">L&rsquo;headliner della serata &egrave; <strong>Andrea Rivera</strong>, noto al pubblico romano come irriverente menestrello da strada e a quello nazionale come provocatore da citofono su Rai 3 a <em>Parla con Me</em>. Rivera &egrave; in grado di portare avanti un intero concerto (ma forse sarebbe pi&ugrave; corretto chiamarlo recital) con un solo accordo. Sul palco con lui ci sono Matteo D&rsquo;Inc&agrave; e Roberto Angelini, a ricamare melodie improvvisando in stile funky su quell&rsquo;unico accordo (per volta) e sinceramente non occorre altro. Perch&eacute; il punto forte di Andrea Rivera sono, da sempre i testi. Su canovacci generali e spunti di riflessione che fanno da blocchi di partenza, si costruiscono riflessioni sarcastiche e paradossi che fanno pensare. Ci parla del nostro paese, ne dipinge un ritratto che strappa risate amare e che &egrave; abbastanza brutto da poter essere verosimile. Ce n&rsquo;&egrave; per tutti, politici e preti, personaggi della tv e gente comune, passanti e amici. Come &egrave; tipico di uno spettacolo di Rivera, si &egrave; tentati di gridare al genio in pi&ugrave; di qualche occasione. Ci sono i saluti per Danilo, perch&eacute; &egrave; la serata conclusiva della sua festa.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Nel corso della serata il sindaco di Carovilli ha letto ai presenti una lettera da lui scritta al sindaco dell&rsquo;Aquila, che conteneva, fra le altre cose, il racconto di quel terribile 6 aprile, cos&igrave; come &egrave; stato vissuto dalla famiglia di Danilo. Ci troviamo di fronte a una piccola comunit&agrave; di persone che ha scelto la musica per reagire con amore alla rabbia e al dolore.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Appuntamento all&rsquo;anno prossimo.</div>
<div align="justify"><strong>::<span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; ::&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; ::&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; ::&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; ::<br />
</span></strong><strong><font color="#ff6600">Foto: Fabrizio Bisegna</font></strong></div><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/nuvole-chitarre-e-note-iii-live-carovilli-is-4601.asp]]></link>
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	<dc:date>2010-08-06T07:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Angela Fiore</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Pearl Jam - Ten [rewind]]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify"><br />
Riporta molto indietro l&rsquo;ascoltatore l&rsquo;ascolto di <strong><em>Ten</em></strong>. E lo fa per due motivi. Innanzitutto l&rsquo;opera prima dei <strong>Pearl Jam</strong> &egrave; un chiaro manifesto di cosa era quella cosa chiamata grunge (anche se poi la band se ne allontaner&agrave; per scelte stilistiche), quindi di cosa erano allora i componenti del gruppo.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Ad ascoltarli ora, tenendo ben presente questo loro inizio, sembrano passate numerose ere geologiche. Ma forse no. Certo, forse lo stile &egrave; mutato, forse le sonorit&agrave; si sono evolute (ammorbidite?) ma l&rsquo;approccio e le necessit&agrave; compositive sono le medesime. Che poi sono fra i motivi (oltrech&eacute; rigore morale, ottimo feeling col pubblico e grande responsabilit&agrave;) grazie ai quali la band gode di fama imperitura.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Quello che erano e quello che saranno &egrave; gi&agrave; tutto qui. <em>Once</em> accende i motori che implodono od esplodono (dipende da quale visione si decide di adottare) con <em>Even flow</em>, <em>Alive</em> e <em>Jeremy</em>, manifesti catartici di potenza grunge in salsa adrenalinica. Ma c&rsquo;&egrave; spazio anche per altro, come <em>Black</em>, altro pezzo chiave della raccolta, una furiosa ballata d&rsquo;amore dannatamente nera e disperata oppure <em>Oceans</em>, avvolgente, ma soprattutto <em>Release</em> gi&agrave; abbozzante soluzioni stilistiche che la faranno da padrone in <em>No code</em>. A completare il tutto <em>Why go</em> che nulla ha da invidiare ad altri pezzi possenti dei Pearl Jam, <em>Porch</em> che pu&ograve; lasciare inermi tanto &egrave; carica, <em>Garden</em> vigorissima ed infine <em>Deep</em> un gorgo che trascina nel cuore grunge.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Queste le canzoni. Questi i membri. Dave Krusen alla batteria nel disco ma non nella copertina e nel booklet (prima Matt Chamberlain, quindi Dave Abruzzese lo sostituiranno), Jeff Ament, degno erede di mostri come John Entwistle, Dee Dee Ramone e Jah Wabble, al basso, Stone Gossard, l&rsquo;unico originario di Seattle, ad una chitarra ritmica ora dolce ora furiosa, Mike McCready, funambolo troppo sottovalutato, alla chitarra solista ed infine Eddie Vedder potenza vocalica enorme e trascinante, uomo nel quale molti fans riconoscono una guida essendo egli cantore di storie strazianti (<em>Jeremy</em> racconta un reale suicidio in classe di un ragazzino statunitense, <em>Why go</em> narra di una ragazza chiusa in clinica perch&eacute; fumava marijuana, <em>Deep</em> riflette su una giovane vittima di uno stupro) ma tenacemente incoraggiante all&rsquo;amore e alla vita. Nessun decadentismo o maledettismo, piuttosto un&rsquo;ulteriore spinta a ribellarsi e ad amare.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Non &egrave; immediatissimo <em>Ten </em>(i cinque imputano al produttore Rick Parashar una patina troppo perfettina, fosse stato come volevano loro avrebbe suonato un filo pi&ugrave; grezzo e forse pi&ugrave; accessibile). Ad un primo ascolto saltano agli occhi, anzi alle orecchie, alcuni pezzi che poi sono i cavalli di battaglia di Vedder e soci, solo con pi&ugrave; ascolti si riesce a cogliere l&rsquo;essenza del disco, entit&agrave; fatta di profondit&agrave;, concreto sensibilismo e denuncia reale. Difficile? Non azzarderei a dire ci&ograve;, piuttosto non facile. Ma nessun album dei Pearl Jam &egrave; facile e se ci pensate &egrave; una buona cosa. Fossero immediati, iperauscultabili, di facile lettura e magari tremendamente trendy e paparazzabili con qualche scosciatissima starlette televisiva dai costumi non proprio monastici non sarebbero loro. Ed a molta gente qualcosa mancherebbe nella vita.<br />
<br />
I soliti esperti del nulla tacciono i Pearl Jam di commercialit&agrave;. Lasciamoli parlare, noi ascoltiamo <em>Ten</em>, quando il disco sul lettore avr&agrave; smesso di girare e loro avranno smesso di starnazzare chi si sentir&agrave; meglio, noi che ci siamo concessi una vigorosa pausa o loro esausti delle e dalle loro tronfie parole?</div><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/pearl-jam-ten-rewind--4597.asp]]></link>
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	<dc:date>2010-08-06T07:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Pierangelo Rubin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Ivan Graziani [vintage]: Pigro]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify"><strong><br />
Ivan Graziani</strong> non era solamente faccia buffa e occhiali rossi. Era ed &egrave; molto ma molto di pi&ugrave;. Era un fumetto sadico e chirurgico,un depuratore di storie provinciali, un incisore di amori e storie attorcigliate come la coda di un cane o meglio come il gioco sensuale di un serpente. Una voce unica ed inconfondibile, una chitarra sempre minimale e veramente rock. Ivan Graziani &egrave; stato il chitarrista per eccellenza tra i cantautori, riconosciuto grande musicista da molti artisti stranieri e dai pi&ugrave; glorificati italiani come Battisti e Pfm. Goliardico, colto, intimo, realista, un guanto di pelle nera che spreme la coscienza di persone che si perdono nei vizi stupidi della vita.&nbsp;Al contrario di altri colleghi non ha mai giudicato ma semplicemente si &egrave; soffermato sul fatto, lo ha cesellato, raccontato ed inquadrato. Non ha voluto mai insegnare. Ecco, Ivan Graziani era un cronista, spesso scomodo e impulsivo, verace e senza mezze misure.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify"><strong><em>Pigro</em></strong> &egrave; un grandissimo album che racchiude canzoni storiche sempre nel suo modo di raccontarle, di vederle in maniera unica e geniale. Quello di Ivan Graziani &egrave; un suono personalissimo ed &egrave; un marchio di fabbrica che pochi hanno. Lo si riconosce tra due milioni di artisti. L'amore, la provincia, i giochi dannunziani, l'adolescenza sono i temi a lui sempre cari per l'intera discografia.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">L'album che inizialmente aveva il titolo di <em>Fango</em> poi venne cambiato in <em>Pigro</em>, un manifesto del realismo, verso tutti quei moralisti e falsi professori che Ivan amava smontare come un puzzle per poi pestargli la coda, una denuncia contro la pigrizia mentale che tagliava le gambe alla sana curiosit&agrave; artistica e culturale.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify"><em>Fango</em> &egrave; un rock come non se ne sentono pi&ugrave; in Italia da molto tempo. Una storia noir disegnata come sottili ragnatele e con tutto l'amaro in bocca di una ruota che gira con le seggioline appese nella festa di paese dove la piet&agrave; ha preso il volo. <em>Sabbia del desento</em> (e la provincia come un'isola di matti si allontana alle mie spalle), <em>Paolina,</em> canzone sempre richiestissima nei live numerosi e familiari del rocker per eccellenza italiano.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">L'Abruzzo nel cuore, la sua terra e i suoi profumi, le sue montagne e i suoi scrittori. <em>Gabriele D'Annunzio</em> &egrave; l'esempio lampante e coloratissimo che Ivan ci graffia e regala sul muro dell'intelligenza. <em>Scappo di casa</em> che oltre ad un riff leggero e mangia cervello ha una frase da tatuarsi ovunque: <em>&ldquo;La mia cara mamma mi ha voluto grasso ed eunuco, non andare con le donne hanno il demonio nel ventre, io sar&ograve; la tua unica donna come il serpente che si morde la coda, l'ignoranza nel sesso &egrave; la base per vivere felici. Applauso&rdquo;</em>.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify"><em>Pigro</em> sempre ricordata e cantata da tutti, che soprattutto nei live si trasformava in un hard rock che ti arrivava dritto come un pugno allo stomaco. <em>Monnalisa</em> la canzone rock italiana per eccellenza. La canzone rock perfetta, tra le pi&ugrave; belle mai scritte in italia. Il testo &egrave; una denuncia a quella Francia colta che si permette di far pagare il biglietto del museo per vedere un opera italiana. Ivan non ci sta. Io neanche. La musica &egrave; fortissima e il riff di chitarra di un efficacia sublime. L'arrangiamento perfetto. Il canto azzeccatissimo.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Ivan Graziani, il chitarrista abruzzese dagli occhiali rossi ha masticato molti bocconi amari e alla fine non ha visto tutti i suoi successi volare. &Egrave; andato via presto, troppo presto, lasciando solo quel rock che aveva bisogno solo della sua personalit&agrave; verace. Ivan Graziani &egrave; stato un osso duro che solo pochi hanno capito e digerito. Ha fatto della cultura la sua vita e la sua morte. Sicuramente nello spioncino di una porta su una nuvola, se ci guardate dentro vi troverete di fronte ad una montatura di occhiali rossa, ad un sorriso, ad una battuta e ad un solo di chitarra come solo lui sapeva fare.<br />
<br />
Ivan, il rock, la letteratura, il fumetto e tutta la cultura in generale ti ringrazia e ti applaude.</div><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/ivan-graziani-vintage-4595.asp]]></link>
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	<dc:date>2010-08-06T07:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Patrizio Maria</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Nuvole... Chitarre e Note – II – [live]]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify"><br />
Siamo ancora a Carovilli. Innamorati dell&rsquo;ospitalit&agrave; calorosa, del buon vino, dello splendido paese che ci accoglie. La personalit&agrave; di Danilo &egrave; talmente presente nell&rsquo;entusiasmo dei suoi cari che si ha la sensazione palpabile di conoscerlo. E forse un po&rsquo; lo conosciamo, se non altro attraverso la musica che amava, quella che scriveva e le parole e le storie di chi lo ha amato.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Stasera il tempo sembra promettere una maggiore clemenza: nonostante le colline circostanti siano coperte da minacciosi nuvoloni scuri che occasionalmente si allungano fin sopra le nostre teste, sulla piazza di Carovilli non ci sono accenni di pioggia.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Si inizia con le atmosfere intimiste e delicate del cantautore <strong>Paolo Tocco</strong>, che, sulla scia dei maestri del genere, mette in musica riflessioni e storie. L&rsquo;atmosfera della serata scivola elegantemente dall&rsquo;aria scanzonata del momento soundcheck-cena-chiacchiere alla disposizione d&rsquo;animo di chi sa che ascolter&agrave; tanta, tantissima buona musica.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Si cambia tono in modo abbastanza brusco, ma senza traumi: prima dell&rsquo;ingresso sul palco dei <strong>Legittimo Brigantaggio</strong> si parla ancora di Danilo, ma anche dell&rsquo;Aquila, attraverso immagini e musica e attraverso le parole dei presentatori della serata, che ci traghettano con maestria verso il resto della serata. I Legittimo Brigantaggio fanno ballare la piazza: il loro collaudato folk-rock &egrave; un linguaggio universale che in contesti come questo non manca di coinvolgere un pubblico quanto mai eterogeneo per stili e fasce d&rsquo;et&agrave;. La critica sociale e politica poggia su una base strumentale solidissima, con una sessione ritmica corposa e adeguatamente &ldquo;scura&rdquo; e un ricco impianto di chitarre e fisarmonica che &egrave; efficace quasi quanto il cantato nell&rsquo;espressione dei contenuti. E di cose da dire i LB ne hanno, da sempre.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">L&rsquo;act successivo &egrave; <strong>Il Disordine delle Cose</strong>, uno dei progetti pi&ugrave; interessanti dell&rsquo;underground italiano. La cifra etico-stilistica di questa band &egrave; un&rsquo;attitudine appassionata alla musica live, ma anche all&rsquo;autenticit&agrave; della scrittura. Il risultato &egrave; un suono raffinato e levigatissimo, che si muove fra i picchi pi&ugrave; sofisticati dell&rsquo;indiepop e il cantautorato classico italiano. Sul palco, come del resto sul disco, il set si arricchisce della chitarra di Carmelo Pipitone dei Marta Sui Tubi, inconfondibile e versatile come sempre.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">La pioggia ha veramente deciso di dirigersi altrove, stasera, e il pubblico si scalda, si emoziona e si appassiona. I fans di lunga data cos&igrave; come i neofiti si lasciano coinvolgere e sono pi&ugrave; che pronti a farsi travolgere dai Marta sui Tubi.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">E travolgere &egrave; esattamente quello che i <strong>Marta</strong> sanno fare meglio. Fra le tante band italiane ormai abituate a club gremiti di fans che conoscono a memoria tutti i testi delle canzoni, non sono molte quelle che riuscirebbero a conquistarsi anche un pubblico del tutto nuovo. Gli appassionati sotto palco non mancano, ovviamente (e sono abbastanza appassionati da far scattare il pogo selvaggio su L&rsquo;Unica Cosa fino a sfondare una transenna), ma anche il resto del pubblico presente in piazza, quello che non ti aspetti, quello &ldquo;fuori target&rdquo;, &egrave; assolutamente e definitivamente conquistato. Il set &egrave; a met&agrave; fra quello di un concerto vero e proprio e quello di un secret concert.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">La formazione &egrave; ridotta, per l&rsquo;assenza del violoncellista Mattia Boschi, e la scaletta spazia fra vecchi e nuovi successi e ampie concessioni all&rsquo;indole di mattatore di Giovanni Gulino. I Marta sanno emozionare con le pi&ugrave; celebri ballads dei loro tre album, ma c&rsquo;&egrave; qualcosa di innegabilmente punk nella loro attitude. Lo si nota nei pezzi tirati cos&igrave; come in quello che accade sul palco fra un pezzo e l&rsquo;altro. Questo concerto &egrave; una festa ed &egrave; esattamente il senso dell&rsquo;intera manifestazione.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Tutti i musicisti che hanno attraversato questo palco conoscono la storia di Danilo, si sono fermati a guardare le sue foto, ad ascoltare le canzoni che amava e quelle che ha scritto, hanno parlato con i suoi amici e i suoi familiari. Per questo hanno perfettamente chiaro quale sia il modo migliore di portare avanti questa serata: questa &egrave; una festa che Danilo avrebbe amato.</div>
<div align="justify"><strong>::<span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; ::&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; ::&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; ::&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;::<br />
</span></strong><strong><font color="#ff6600">Foto: Fabrizio Bisegna</font></strong></div><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/nuvole-chitarre-e-note-ii-live-carovilli-is-4600.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.beatbopalula.it/public/post/nuvole-chitarre-e-note-ii-live-carovilli-is-4600.asp</guid>
	<dc:date>2010-08-06T06:59:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Angela Fiore</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Nuvole... Chitarre e Note – I – [live]]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify"><br />
Si pu&ograve; reagire in molti modi a un lutto ingiusto e inaccettabile. La famiglia e gli amici di <strong>Danilo Ciolli</strong>, morto insieme a molti altri il 6 aprile del 2009 durante il terremoto che ha devastato l&rsquo;Aquila, hanno scelto di rispondere con la vita, con la creazione, con la musica, che per Danilo era la passione pi&ugrave; grande. Il loro impegno, l'espansione del loro amore - davvero non c'&egrave; altro termine per descrivere una famiglia che allarga le proprie braccia a una piazza piena di amici e di sconosciuti come se fossero tutti figli e fratelli - ha dato vita al festival <strong>Nuvole... Chitarre e Note</strong>, giunto alla seconda edizione e caratterizzato da un approccio alla musica incredibilmente &quot;pulito&quot;, esterno a tutti i circuiti consueti, basato solo sulla passione e sulla buona volont&agrave; di chi nella vita fa altro, ma che quando fa questo vuole farlo bene.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">La prima serata si apre con il respiro internazionale degli <strong>Hacienda</strong>, indie band fiorentina dalla marcatissima vocazione britannica. Compatti e venati di punk nell'attitude come negli arrangiamenti, pronipoti dei Beatles e figli degli Smiths, hanno la caratteristica (rarissima fra le band nostrane) di potersi permettere di scrivere e cantare in inglese. Il pubblico di Carovilli &egrave; diverso da quello al quale l'utente medio metropolitano di live shows &egrave; abituato: ci sono famiglie e bambini che giocano (e che, meravigliosi, quando un artista al microfono dice &quot;grazie&quot; rispondono urlando &quot;prego!&quot;), giovani mamme e anziani al bar, cani pi&ugrave; o meno randagi, adolescenti che sembrano scoprire la cosiddetta musica alternativa per la prima volta e giovani con lo sguardo inconfondibilmente soddisfatto di chi &egrave; stato il primo del proprio giro ad ascoltare i Sex Pistols: un pubblico senza i consumati pregiudizi blas&eacute;e del frequentatore di grandi club. L'ideale per mettersi alla prova contando solo sulla musica.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">La seconda band sul palco &egrave;&nbsp;<strong>Circolo Vizioso della Farfalla</strong>, che conquista trasversalmente tutte le generazioni presenti, con le tinte calde di un jazz rock che ammicca moltissimo al reggae. L'ideale per far ballare una piazza. Con testi a volte ingenui a volte surreali la band molisana fa sorridere e accompagna con leggerezza e garbata ironia<span>&nbsp;il passaggio dalla sera alla notte, sotto un cielo sempre pi&ugrave; minaccioso.</span></div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Alle esibizioni si alternano - e cos&igrave; sar&agrave; per tutte e tre le serate - momenti in cui i due presentatori sul palco ricordano ai presenti il senso e l'importanza della manifestazione. Le immagini, i pensieri e le note di Danilo ci accompagneranno per tutto il festival in momenti incredibilmente toccanti, che ti fanno sentire molto, molto piccolo.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">I <strong>Luminal</strong> entrano in scena sotto le prime gocce di pioggia, filologicamente in linea con le condizioni meteo previste per la serata: sono una tempesta. Di suono, di parole, di idee. I brani inediti, cos&igrave; come quelli della loro opera prima <strong><em>Canzoni di Tattica e Disciplina</em></strong> fanno appello agli elementi fondanti dell'animo umano. Il pubblico subiscce un discreto ricambio: le famiglie si defilano in gran parte verso il bar ed emergono i &quot;giovani&quot;, quelli con l'aria un po' inquieta e un po' diffidente. Si sprecano calorose dichiarazioni d'amore per Alessandra Perna, che declama un sistema di pensiero sul quale si potrebbe tranquillamente fondare l'antireligione di un nuovo nichilismo.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Quando <strong>Giorgio Canali e i Rossofuoco</strong> salgono sul palco, dopo un'esaustiva presentazione, fanno appena in tempo a eseguire le prime note e il tempo decide di smettere di essere clemente. Si scatena un nubifragio violentissimo che allaga la piazza, crea cascate lungo le scale, si riversa a secchiate fra le assi del palco. Un vero peccato: Canali &egrave; l'headliner perfetto per concludere una serata all'insegna dell'altissima qualit&agrave;.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Volendo fare dell'ironia senza cattiveria, si pu&ograve; supporre che, da una situazione cos&igrave;, qualche altra band della stessa scena avrebbe tirato fuori un singolo. Ma confidiamo nel fatto che non sia questo il caso.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">E questo era, comunque, solo l'inizio...<br />
<strong>::&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; ::&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; ::&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; ::&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; ::<br />
<font color="#ff6600">Foto: Fabrizio Bisegna</font></strong></div><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/nuvole-chitarre-e-note-i-live-carovilli-is-4599.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.beatbopalula.it/public/post/nuvole-chitarre-e-note-i-live-carovilli-is-4599.asp</guid>
	<dc:date>2010-08-06T06:58:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Angela Fiore</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Miscela Rock Festival a Impatto Zero]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify">Il 3-4-5 settembre a Romano Canavese (To) ottava edizione del festival&nbsp;(ingresso gratuito) dedicato agli artisti emergenti.&nbsp;Il Miscela Rock Festival a Impatto Zero&reg; &egrave;&nbsp;un&nbsp;festival dedicato agli artisti emergenti provenienti da varie parti d'Italia che si terr&agrave; il 3-4-5 settembre a Romano Canavese (To). E' un evento ad Impatto Zero: con pannelli solari si copre la produzione dell'energia necessaria alla realizzazione dell'evento, sono previsti sia un'azione di raccolta differenziata accurata sia l'uso di materiale plastic-free per la somministrazione di alimenti e bevande. Inoltre, le emissioni di CO2 generate dall'evento sono state compensate contribuendo alla creazione e tutela di foreste in crescita in Madagascar grazie alla collaborazione con LIFEGATE&reg;. Sono anche previsti un'area espositiva di prodotti e servizi Eco-Sostenibili, un padiglione ristorazione gestito dalla pro-loco romanese e un'area baby parking per i pi&ugrave; piccoli gestita da Casafavola Onlus. <strong><font color="#ff6600">INFO</font></strong>:<strong> </strong><a target="_blank" href="http://www.myspace.com/miscelarockfestival"><strong>www.myspace.com/miscelarockfestival</strong></a></p><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/miscela-rock-festival-a-impatto-zero--4594.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.beatbopalula.it/public/post/miscela-rock-festival-a-impatto-zero--4594.asp</guid>
	<dc:date>2010-08-03T10:04:15+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giorgio Pezzanera</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Canned Heat [live]]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify"><br />
Finale col botto con il concerto evento di un <strong>Trasimeno Blues</strong><span> edizione 2010 che non ha mancato nemmeno questa volta a portare il grande blues a spasso per tutta la zona lacustre del Lago Trasimeno e nelle cittadine arrampicate sulle colline circostanti.</span></div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Citt&agrave; della Pieve questa sera ha accolto una delle formazioni basilari della storia - oltre del rock &ndash; di quella stupefacente miscela di country-blues che ha segnato il tempo fin da quel lontano Woodstock 69, ovvero i <strong>Canned Heat</strong>; sul palco i tre &ldquo;sopravvissuti&rdquo; di quell&rsquo;eldorado musicale <strong>Fito De La Parra</strong> alla batteria, <strong>Larry Taylor</strong> al basso e chitarra e <strong>Harvey Mandel</strong> chitarra, insieme a <strong>Dale Spalding</strong> che si presta alla voce, chitarra e armonica.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Un pubblico fittissimo e colorato che va a pressarsi a pochi metri del palcoscenico per applaudire e battere il ritmo a tempo dettato da questa leggenda di musica, questa band attempata ma senza et&agrave; che si lancia in sguardi divertiti e gioca col parterre in un italiano stentato; non manca qualche abbassamento di voce, un mixer che ogni tanto sbilancia o un &ldquo;attacco&rdquo; non proprio in sincrono, ma tutto &egrave; bypassato in allegria e grande entusiasmo come conviene in questi casi, dove la sospensione tra mito e realt&agrave; disegna un perfetto amarcord in una splendida serata d&rsquo;agosto.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Unica data italiana per i Canned Heat, e unica occasione per risentire dal vivo quelle corde elettriche e quei sapori <em>flower power</em> che tornano ad inondare giovani menti e mature esperienze, quella meravigliosa mixture di rock, blues, boogie e country che ha abbattuto il tempo e che sembra sempre fresca e viva come appena incisa; &egrave; tutto un battimano e festa ritrovata quando volano per tutto il Viale Icilio Vanni le note e gli accordi caldi e libertari di <em>On the road again</em>, <em>Goin&rsquo; up the country</em>, <em>Let&rsquo;s work togheter</em>, <em>Living the blues</em>, e se anche non ci sono pi&ugrave; i fumanti &ldquo;<strong>choopper&rdquo;</strong> a fare da contorno a quella scenografia sconfinata delle infinite highways americane, si pu&ograve; notare che in giro ci sono tante nuove generazioni con la T-shirt dei Canned come segno inequivocabile di un mito che seguita a colpire e &ldquo;mietere&rdquo; consensi ben oltre le classificazioni anagrafiche.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Mentre un&rsquo;enorme banana gonfiabile &egrave; lanciata sul pubblico, il quale immediatamente ne improvvisa un collettivo e festante set di pallavolo, i Canned Heat danno il meglio di s&eacute; riproducendo assoli e groove di Hammond che fanno trasalire in goduria la notte, e assestano colpi micidiali con <em>Chicken shack</em>, <em>Bullfrog blues</em>, <em>Human condition</em>, <em>Don&rsquo;t know where she want</em>, <em>Stand up for what you</em> <em>are</em>, i grandi classici che hanno magnificato un&rsquo;epoca e che qui, in questa cittadina medievale risuonano come inni indomiti di eterna giovent&ugrave;.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">E s&igrave;, anche quest&rsquo;anno il Trasimeno Blues ci ha regalato brividi, nostalgie e supremi ritmi, ma questa dei Canned Heat &egrave; stata una genialit&agrave; &ldquo;imperdonabile&rdquo;, una scossa di storia che non ci si aspettava minimamente, e mentre Citt&agrave; della Pieve piano piano va a svuotarsi, il flusso della <strong>Woodstock Wave</strong> seguita a girare tra torri e viuzze, come a cercare quella rinnovata libert&agrave; che non ha mai chinato la testa.<br />
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Grazie Canned Heat, grazie Trasimeno Blues, aspetteremo che il sogno si risvegli l&rsquo;anno prossimo.</div><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/canned-heat-live-citta-della-pieve-pg-4593.asp]]></link>
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	<dc:date>2010-08-03T07:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Massimo Sannella</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[La Dolce Vita]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify"><br />
Un viaggio nella Roma di Fellini, dove attrici e attori posavano da star tra via Veneto e il Gran Hotel, mostrando al mondo tutto il glamour del cinema di un tempo: Anita Ekberg biondissima tra i fotografi. Claudia Cardinale abbronzata dopo le riprese del Gattopardo, che chiacchiera allegra con Burt Lancaster e Alain Delon. E poi ancora Charton Eston in Vespa, Clack Gable che fa il baciamano, Audrey Hepburn in arrivo a Ciampino.<br />
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L'Archivio Luce ha selezionato 100 tra le sue immagini pi&ugrave; belle e celebri per la mostra <em><strong><font color="#ff6600">La Dolce Vita. 1950-1960. Stars and Celebrities in the Italian Fifties</font></strong></em> ospitata ai Mercati di Traiano di Roma dal 4 agosto al 14 novembre 2010, affiancandole a 100 rotocalchi dell'epoca. <br />
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<strong><font color="#ff6600">La mostra</font>: </strong><a target="_blank" href="http://www.mostradolcevita.it"><strong>www.mostradolcevita.it</strong></a></p><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/la-dolce-vita-mercati-di-traiano-roma-4591.asp]]></link>
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	<dc:date>2010-08-03T07:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giorgio Pezzanera</dc:creator>
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	<title><![CDATA[DOWN AND DIRTY MAX MEAZZA &amp; ROB TOGNONI]]></title>
	<description><![CDATA[<br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.beatbopalula.it/public/post/down-and-dirty-max-meazza-amp-rob-tognoni--4362.asp]]></link>
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	<dc:date>2010-08-03T07:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Giorgio Pezzanera</dc:creator>
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